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LITI NEL CALCIO

Il vicesindaco Bosi: «Pronti a revocare l'uso dei campi»

13 marzo 2019, 06:03

Il vicesindaco Bosi: «Pronti a revocare l'uso dei campi»

Gian Luca Zurlini

«Se le risse e gli episodi di violenza durante o al termine delle partite di calcio non cesseranno non escludo la possibilità di togliere i campi da gioco alle società» Parola di Marco Bosi, vicesindaco con delega all'assessorato allo Sport che ieri mattina con un post su «Facebook ha lanciato un vero e proprio macigno nelle acque sempre più torbide del calcio nostrano.

IL POST DI BOSI
«Nello scorso weekend, per l'ennesima volta, sui campi di calcio si è assistito a risse che nulla hanno a che vedere con i valori di questo splendido sport. In Seconda categoria, - scrive Bosi riferendosi agli episodi dei quali riferiamo nella pagina a fianco - nella gara tra Il Cervo e San Leo, si è assistito ad una rissa tra giocatori a fine gara. A Langhirano i dirigenti della squadra locale hanno dovuto chiamare i carabinieri per difendere un arbitro di 16 anni dai genitori della squadra avversaria». «La verità - prosegue Bosi - è che se spaccare naso e denti ad un avversario (come accaduto 15 giorni fa tra Inter Club e Sala Baganza) vale appena 3 mesi di squalifica, allora gli altri giocatori si sentiranno legittimati a compiere azioni di questo tipo. Mi aspetto una presa di posizione forte da parte delle società sportive. Conosco quasi tutti i presidenti e so benissimo che non è quello che insegnano ai loro ragazzi. Ma insieme alle loro squadre devono avere la forza di marcare una linea netta invalicabile. Perché se né la Figc né le società riusciranno a dare un taglio netto a questi episodi sarà il Comune ad intervenire per quanto riguarda quelle società che utilizzano i campi comunali. Perché gli impianti comunali - conclude il vicesindaco - sono costruiti e gestiti con i soldi di tutti i parmigiani e su quei campi pretendo che si divulghino i valori positivi dello sport, non accetto che diventino un luogo in cui la domenica giocatori e genitori sfogano la propria rabbia».

«OCCORRE INTERVENIRE»
Contattato dalla «Gazzetta», Marco Bosi ha ribadito il suo pensiero con alcune precisazione: «Non voglio certo fare generalizzazioni, ma non si puà continuare a far finta di niente. I presidenti e i dirigenti delle società di calcio so che sono persone per bene, ma è necessario intervenire di fronte a un escalation di episodi di violenza e di intolleranza a fronte di quello che dovrebbe essere un confronto sportivo».

«PARLERÒ CON LA FIGC»
A colpire Bosi «è stato soprattutto il non intervento della Figc. Quando qualcuno aggredisce gli avversari o l'arbitro non può essere punito con pene che sono poco che simboliche. Per avere un vero deterrente ci devono essere squalifiche esemplari, di anni e non di mesi». A questo riguardo Bosi annuncia che «in occasione della partita della Nazionale al Tardini del 26 marzo è previsto un incontro formale con i vertici della Figc e farò presente questo problema al presidente Gravina e ai suoi consiglieri, perché non si può accettare che il calcio di base diventi luogo di violenze e di aggressioni. E chiederò che venga affrontato il problema, visto che non riguarda solo Parma, ma tutta Italia».

LETTERA ALLE SOCIETÀ
Nei prossimi giorni scriverà una lettera a tutte le società cittadine «che operano praticamente tutte, tranne Virtus e Aìrsenal su campi concessi in gestione dal Comune, per chiedere un incontro con loro e vedere quali possono essere le misure possibili». Bosi dice anche che «ho ricevuto una telefonata dal presidente della San Leo che era amareggiato per quanto avvenuto. So bene l'impegno che ci mette e non voglio certo penalizzare i presidenti, però questo andazzo è pericoloso e va contrastato. E io ho voluto dare un segnale che spero venga raccolto nel modo giusto da tutti».

Gli ultimi episodi

Marco Bernardini

È stata l’ennesima domenica di follia sui campi della nostra provincia, sempre più simili negli ultimi tempi a ring di pugilato, in cui, però, sfogare i propri malesseri e frustrazioni. I due episodi che hanno rovinato lo scorso weekend sono accaduti a distanza di poche ore l’uno dall’altro: uno al «Mainardi» di Collecchio, teatro del parapiglia generale al termine del big match di Seconda categoria tra Il Cervo e San Leo; l'altro al «Pertini» di Langhirano, dove dopo la partita degli Allievi interprovinciali Langhiranese-Celtic Pratina, si è reso necessario l’intervento dei carabinieri per garantire l’incolumità al giovane arbitro, insultato e minacciato dai genitori della squadra ospite. In attesa delle decisioni del giudice sportivo, le versioni discordanti di Cervo e San Leo (la sfida al vertice è finita 1 a 2 in favore degli ospiti, ora risaliti a meno quattro dalla vetta occupata dai collecchiesi) coincidono solo nell’ammissione di un nervosismo esasperato, figlio forse dell’elevata posta in palio. Secondo la ricostruzione dei padroni di casa, al triplice fischio finale l’allenatore della San Leo, Baudo, sarebbe entrato in campo a esultare in faccia al giocatore del Cervo, Caggiati, fino a dicembre in forza ai blucerchiati. Da lì sarebbe scaturito un primo accenno di rissa. Poi, quando sembrava esser stata ripristinata la calma, è iniziata una collutazione nei pressi dell’ingresso negli spogliatoi con alcuni elementi della San Leo, che avrebbero spintonato il difensore Bettati e il dirigente Nurce accorso a placare gli animi. Una situazione completamente degenerata, infarcita di colpi proibiti da ambedue le parti. Stando a quanto dichiarato sul fronte San Leo, invece, ad accendere la miccia sarebbe stato un gestaccio «alla Simeone» di Chianello, appena espulso dal campo, rivolto alla panchina e l’esultanza sfrenata di mister Baudo non sarebbe stata indirizzata a offendere nessuno, pur avendo scatenato la reazione di Caggiati. Nel frattempo, già all’interno del tunnel, Bettati avrebbe rifilato un pugno da dietro a Kissi e l’arrivo del vice allenatore del Cervo ha fatto esplodere definitivamente un clima già teso. Domenica mattina a Langhirano, invece, l’arbitro Gioia di Parma, di soli 23 anni, ha subìto un’aggressione verbale dal pubblico di fede ospite alla fine dell’incontro tra Langhiranese e Celtic Pratina (2-2 il risultato), valido per il campionato Allievi interprovinciali. Una ventina di genitori dei ragazzi della compagine reggiana di Cavriago si erano radunati minacciosamente all'ingresso dello spogliatoio, gridando insulti e pesanti minacce all'indirizzo dell'arbitro, che si è dovuto barricare all'interno. Il vice allenatore del Celtic insisteva di voler entrare nel suo spogliatoio a chiedere spiegazioni e così la Langhiranese ha deciso di chiamare i carabinieri per tutelare l’incolumità del giovane direttore di gara, che ha poi lasciato lo stadio «Pertini» una volta che tutto è tornato alla normalità. Ma è solo l’apice di una lunga e triste escalation inaugurata dalla maxi rissa sugli spalti in occasione di Marzolara-Fontanellato degli Juniores provinciali e proseguita nell’aggressione durante Inter club-Sala Baganza di Terza poi sospesa (l’attaccante dei nerazzurri, Palmeri, squalificato fino al 30 giugno, ha picchiato il terzino Mantovani del Sala, reo di averlo colpito in precedenza alla testa e finito al pronto soccorso con la rottura di setto nasale, un dente spezzato e prognosi di trenta giorni), la bottiglietta diretta verso il guardalinee ospite di Fontanellato-Aurora (ancora Juniores provinciali) e ancora la manata del calciatore dell’Eri 96, Ervin Smalaj, all’arbitro che meno di due settimane fa ha decretato la fine anticipata delle ostilità nel match di Terza tra i padroni di casa e la Varanese.

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