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VIA MANTOVA

La strada sbarrata dai ladri, ma il maxi colpo fallisce

14 marzo 2019, 06:03

La strada sbarrata dai ladri, ma il maxi colpo fallisce

Laura Frugoni

Un mese fa avevano già tentato il colpo grosso, ma qualcosa era andato storto. Si vede che è una banda che non molla. L'altra notte è tornata alla carica, stesso obiettivo: la Sarce Spa, grossa azienda di consulenza informatica e software che ha la sede in largo Cacciari, a lato di via Mantova (il piazzale dove c'è la Metro). Quale «genialata» hanno escogitato stavolta i ladri per evitare brutte sorprese? Addirittura sbarrare via Mantova sia in una direzione che nell'altra, in modo da mettere in crisi eventuali inseguitori. Piano eclatante, ma anche molto rischioso: vero che sono entrati in azione a notte fonda ma non hanno reso «off-limits» e impraticabile un viottolo di campagna. E difatti più di un automobilista basito ha chiamato il 113 («ma che succede in via Mantova? Non si riesce a passare»).

Diciamo subito: nonostante la faticaccia, i ladri hanno fatto flop anche stavolta: il colpo è ri-sfumato e sono riusciti a fuggire per il rotto della cuffia, con un nutrito squadrone di inseguitori alle calcagna. Professionisti, sicuramente. Raid come questi appartengono a un genere (per fortuna) piuttosto raro. Come hanno creato il blocco: nella parte della strada a sud (verso il centro città) hanno sistemato un furgone cassonato e un'utilitaria, entrambi di traverso, impedendo a chiunque di passare. Come si appurerà più tardi, i mezzi erano stati rubati poche ore prima in zona.

Sul versante a nord (verso Chiozzola) avevano invece rovesciato una «manciata» di tubi innocenti. Ovviamente il tratto di via Mantova tra gli sbarramenti era quello da cui si accede in largo Cacciari. Completata l'operazione-tappo si sono concentrati sul raid vero e proprio, che doveva essere rapidissimo ma hanno incontrato parecchi ostacoli che non avevano calcolato. Per entrare non hanno avuto grossi problemi. Forzata una prima porta scorrevole elettrica, si sono trovati davanti una seconda porta e questa era blindata. Sfondata anche quella, sono saliti al primo piano. Cercavano le casseforti e le hanno trovate ma proprio qui sono arrivati gli intoppi. Il primo forziere era troppo imponente e pesante per riuscire a trascinarlo via e di aprirlo in loco non c'era verso. Mollato il colpo, sono saliti al piano di sopra: scovata un'altra cassaforte, anche questa ha resistito all'assalto.

Ormai il tempo a disposizione era quasi scaduto: l'allarme s'è messo a ululare. Erano le 3 e un minuto. In via Mantova in tre minuti sono planate due volanti, subito dopo due equipaggi dell'Ivri e altrettante pattuglie dei carabinieri in ausilio. Per spostare i mezzi che ingombravano la carreggiata, i poliziotti sono scesi dalle pantere e li hanno spostati «a spinta». Un lavoraccio che per forza di cose ha fatto perdere qualche minuto prezioso. Ma a quel punto il piano dei ladri era saltato, non restava che concentrarsi sulla fuga. Scartata via Mantova: si sarebbero trovati tra le braccia delle divise. Sono fuggiti attraverso i campi dietro alla Metro (i segni di pneumatici sull'erba dimostrano che avevano posizionato un altro mezzo per una ritirata in extremis).

Ci avevano provato già a metà febbraio, si diceva. Anche in quel caso erano riusciti a entrare nella sede dell'azienda, ma idem come sopra era scattato l'allarme. Nei pressi dell'ingresso della Sarce era stato recuperato qualche oggetto perso per strada dalla banda (una cuffia, due porta-pc): tutto il resto, forzieri compresi, rimasto inviolato.

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