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CALESTANO

Ponte del diavolo, ricostruzione ancora lontana

14 marzo 2019, 06:00

Ponte del diavolo, ricostruzione ancora lontana

Antonio Rinaldi

Una ferita che non si rimargina quella del ponte del Diavolo, passerella sul Baganza sulla via degli scalpellini che collega Chiastre con Cassio. Sono passati quasi 5 anni da quando l'alluvione del 2014, tristemente nota anche per i danni causati in città, spazzò via la struttura di legno e cavi d'acciaio che rendeva possibile l'attraversamento del Baganza in ogni stagione, passando proprio accanto ai Salti del Diavolo. Della ricostruzione di questa infrastruttura, piccola ma importante per la vallata, nessuno parla più.

«Purtroppo per la località di Chiastre e per tutta la Val Baganza, quella struttura era veramente un qualcosa in più - dice Annalisa che gestisce la baita di Chiastre ormai da sei anni - è tanto tempo che siamo qua e vediamo che l'interesse per i Salti non cala mai, in tutte le stagioni. Ma se in estate chi viene può agevolmente guadare il fiume e percorrere il sentiero integralmente fino a Cassio, in inverno, in autunno e in primavera questo non è possibile e molti tornano indietro scoraggiati. Un paio di settimane fa sono passati due escursionisti del Cai di Padova, hanno preso il caffè, hanno fatto il loro giro e quando sono tornati si sono lasciati andare alla delusione: volevano tornare con 40 persone, ma hannol dovuto rinunciare per l'assenza della passerella e anche per lo stato di abbandono dei sentieri». Oltre alla passerella dopo il vetroghiaccio dell'inverno scorso sono crollati molti alberi che hanno ingombrato i sentieri e distrutto i corrimano nei tratti più ripidi. «Abbiamo ricevuto parecchie lamentele da escursionisti, ma anche da mountain-bikers. Dovremmo capire – conclude Annalisa - che la gente viene qui soprattutto per la bellezza dei Salti del Diavolo, dovremmo lavorare tutti per renderli sempre più accessibili».

Le notizie sulla ricostruzione non sono positive. Occorre fare i conti con la scarsità di risorse, cronica ormai in tutti i settori. «Conosciamo - dice il sindaco Francesco Peschiera - l'importanza di quest'opera e del sentiero per visitare una delle più singolari attrattive geologiche dell'Appennino parmense. Non ci siamo dimenticati della passerella, siamo in attesa dell'uscita di un bando regionale per il recupero di infrastrutture che potrebbe essere l'occasione giusta. Non appena uscirà valuteremo se possa esser adatto alla nostra situazione e cercheremo di ottenere il finanziamento».

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