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FIDENZA

Il Tar dà ragione al Questore: di nuovo chiuso il kebab di via Cavour

15 marzo 2019, 06:02

Il Tar dà ragione al Questore: di nuovo chiuso il kebab di via Cavour

Il Tar ha dato ragione alla questura di Parma e ha ordinato di chiudere, per altri 6 giorni, il Best Kebap House di via Cavour, nei pressi del quale si era scatenata i primi di febbraio una violenta lite.

Durante l'udienza di mercoledì scorso - relativa alla domanda cautelare di sospensione del provvedimento con il quale il questore aveva disposto la chiusura del pubblico esercizio per 15 giorni a partire dal 7 febbraio scorso, presentata dal titolare dell'attività tramite i propri legali - i giudici amministrativi infatti hanno ritenuto il provvedimento di sospensione impugnato legittimo, quanto a corretta valutazione dei fatti rilevati dalle forze dell'ordine intervenute, e proporzionale nel periodo di sospensione imposto. Hanno, altresì, riconosciuto l'episodio di turbativa dell'ordine pubblico come direttamente ricollegabile all'attività del locale, ed espressamente motivata la tempestività dell'adozione del provvedimento.

Così i giudici hanno respinto la domanda di sospensione del provvedimento del questore avanzata dal titolare, e ripristinato la sospensione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande imposta dal citato provvedimento stabilendo che il locale dovrà rimanere chiuso per i sei giorni residui che mancano per completare il periodo di 15 giorni disposto dal questore. Il ricorrente è stato altresì condannato alle spese processuali di mille euro.

Al provvedimento del questore si era aggiunto quello del sindaco Andrea Massari, che imponeva una forte restrizione degli orari dell'esercizio commerciale in questione e lo stop alla somministrazione degli alcolici.

«Sono lieto – ha dichiarato il sindaco Andrea Massari – che l'impianto del provvedimento a suo tempo disposto dal questore sia stato sostanzialmente confermato. Questa è la seconda volta che fatti di cronaca ci impongono di occuparci di questo esercizio commerciale, la prima volta nel 2017. Il rispetto delle regole non ha colore o bandiera: è la base di qualsiasi civile convivenza e come tale in nessun caso si possono con sentire comportamenti al di fuori delle norme stabilite».

r.c.

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