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Parco fluviale

Raffica di critiche alla ciclabile lungo il torrente

15 marzo 2019, 06:00

Raffica di critiche alla ciclabile lungo il torrente

ANTONIO BERTONCINI

Una contestazione radicale e senza sconti, un fuoco di fila di critiche sono andati in scena al Duc nell’incontro sollecitato dalle opposizioni e aperto al pubblico, che ha di fatto messo in discussione la realizzazione del parco fluviale nel greto del torrente Parma. Che questo intervento non fosse «il più amato dai parmigiani» era ormai cosa risaputa, ma la risposta che è arrivata al progetto dell’amministrazione sembra abbastanza forte e chiara: la pista nel torrente non s’ha da fare.

Lo hanno detto i consiglieri dell’opposizione, e con loro ambientalisti, studenti, docenti e residenti. L’assessore Michele Alinovi – che, come lui stesso ha detto, ci ha messo la faccia – è stato diplomatico, dialogante, non ha chiuso nessuna porta, ma ha detto che il lavoro sul progetto continuerà, e che se l’intervento sarà realizzato sarà «il meno impattante possibile, con il solo obiettivo di garantire a tutti l’accesso sul lato ovest del torrente nel tratto fra ponte Italia e ponte delle Nazioni».

«Per ora – ha sottolineato - si tratta solo di uno studio di fattibilità, che potrebbe essere riveduto, anche radicalmente, in fase esecutiva». Ma la sensazione che aleggiava nella sala conferenze strapiena al Duc era che l’aria stia cambiando e che, ancora una volta, il sogno di un parco fluviale sia destinato a restare nel cassetto, o a ridursi notevolmente.

Il progetto preliminare, già oggetto di un parere di massima da parte di Aipo, Arpae, Soprintendenze e Ausl, è stato presentato dall’architetto Andrea Mambriani. Prevede quattro punti di accesso in un tratto di 1800 metri, con una pista colorata probabilmente in calce e ghiaia larga due metri e mezzo, per uno spazio occupato totale di 4750 metri quadrati. Gli accessi sono previsti dal ponte Italia e prima del ponte delle Nazioni con l’adeguamento dei passaggi già esistenti, e dai ponti Verdi (dove già esiste la scalinata) e Caprazucca, che sarebbero creati ex novo. Quest’ultimo accesso, però, è stato messo in dubbio dallo stesso Alinovi, tenendo conto dell’osservazione in merito già preannunciata anche da Aipo.

Compatto il no delle opposizioni: Lorenzo Lavagetto (Pd) ha affermato che «i settecentomila euro previsti sarebbero spesi male, invito la giunta a ripensarci»; sulla stessa linea Emiliano Occhi (Lega), che ha evidenziato il rischio che si crei «un ulteriore spazio di degrado»; per Pier Paolo Eramo (Parma protagonista) «è un progetto di cui non abbiamo bisogno», mentre Roberta Roberti (gruppo misto), ha ricordato le «mille firme contro il progetto».

A difenderlo ci hanno provato Roberto Bozzani e Cristian Salzano di Effetto Parma. Dopo l’intervento di Mirella Vergnani, che ha difeso l’operato di Aipo, sono arrivate solo le critiche del pubblico, in particolare di Arrigo Allegri, Giuseppe Massari (Legambiente) e i docenti Antonio Bodini e Andrea Beseghi e di un paio di studenti del liceo Ulivi, mentre l’assessore all’Ambiente, Tiziana Benassi, ha parlato di «esempio concreto di integrazione armonica fra uomo e natura» e l’assessore Alinovi ha ricordato i passaggi precedenti e l’incontro con le associazioni ambientaliste che non avevano chiuso la porta all’iniziativa.

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