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Furto

Finti filantropi ripuliscono la cassa del Ciac

16 marzo 2019, 06:02

Finti filantropi ripuliscono la cassa del Ciac

LAURA FRUGONI

Ai truffatori di anziani siamo abituati, abbiamo fatto il callo ai predatori-sciacalli delle scuole e pure delle sagrestie. Il genere Robin Hood (ammesso che sia mai esistito) non appartiene a questo mondo di ladri.

Stavolta l'obiettivo è ancora più «inconsueto»: qualcuno ha pensato di andare a ripulire una onlus cittadina che da anni si offre come sponda ai migranti, il Ciac (Centro immigrazione asilo e cooperazione internazionale), che ha gli uffici in via Bandini.

Chi pensa a un raid a sfondo razzista è fuori strada: uno dei pochi dettagli abbastanza certi è che quei tizi entrati negli uffici e poi fuggiti con un bel pacco di soldi - almeno 7500 euro in contanti - erano stranieri. Professionisti del furto con destrezza: questi ci mettono la faccia, che più di bronzo non si può.

Erano in due, ben vestiti. Fattezze mediorientali, parlavano un italiano faticoso mescolato con il francese. Si avvicinano all'impiegata: «Vorremmo fare una donazione». Lei annuisce e fa per girare l'iban della onlus ma i due sconosciuti la fermano subito: i soldi li regalano brevi manu, in contanti. Non una gran somma: «Vogliamo dare dieci euro».

Uno dei due allunga una banconota da venti, e chiede il resto. Una pantomima sicuramente già studiata in partenza: mentre la donna si dirige verso la carpetta con il denaro della cassa quei due adocchiano la manciata di buste, chiuse e pronte per il deposito bancario (in totale c'erano più o meno 11mila euro). E mentre il compare dalla parlantina sciolta la distrae (« il resto in monete? No, voglio una banconota»), l'altro pensa a come sgraffignare i soldi. E purtroppo ci riesce: l'impiegata esce dall'ufficio con i due stranieri per cercare qualcuno che risolva l'impasse, ma subito dopo quei due si volatilizzano. Lei torna alla scrivania e con orrore s'accorge che gran parte delle buste è sparita dalla carpetta.

«Siamo amareggiati - fa sapere il Ciac con una nota - la nostra cassa corrente era destinata alle attività assistenziali che rappresentano il nostro scopo sociale e, in particolare per le attività di “social housing”, programmi di Ciac che mirano a sostenere le persone in difficoltà. Questo rende ancora più amaro quanto accaduto, perché a danno di azioni in favore di soggetti deboli».

Il furto è stato immediatamente denunciato alla questura, «abbiamo fornito tutte le indicazioni che potevamo dare, e confidiamo che gli inquirenti possano rintracciare al più presto i responsabili di questo ignobile gesto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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