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L'INCHIESTA

Simona Salati, l'amministratrice di condominio sospesa: «Spregiudicata, ha saccheggiato i conti»

16 marzo 2019, 06:03

Simona Salati, l'amministratrice di condominio sospesa: «Spregiudicata, ha saccheggiato i conti»

GEORGIA AZZALI

«Rimborso acquisto pianta nascita bambino»: anche una causale così surreale era stata messa nero su bianco per tentare di giustificare i conti del condominio che non tornavano. Poche decine di euro, in quel caso, se non fosse che poi l'amministratrice ci avrebbe preso gusto: 388mila euro i soldi che Simona Salati avrebbe fatto sparire complessivamente tra il 2014 e il 2018 nei diciotto condomini amministrati tra Parma e provincia. Ma adesso per la professionista parmigiana, 46 anni, indagata per appropriazione indebita e autoriciclaggio, è arrivato lo stop da parte del giudice. Su richiesta del pm Francesca Arienti, il gip Mattia Fiorentini ha fatto scattare l'interdizione per un anno dall'esercizio dell'attività professionale.

VENTI DENUNCE IN DUE ANNI

Aveva collezionato palazzi da amministrare, ma anche denunce, negli ultimi due anni. Venti le querele che le sono piovute addosso, a partire dalla prima, nel giugno del 2016, che dato il via all'indagine portata avanti dai militari del Gruppo delle Fiamme gialle di Parma. Era stato l'amministratore del condominio «Meucci 1», subentrato alla Salati, a farsi avanti, dopo aver scoperto che le bizze dei cancelli automatici del palazzo, che spesso si bloccavano, o l'improvvisa mancanza di corrente e di gas negli appartamenti, non erano certo dovuti a banali problemi tecnici. Era bastata una telefonata a Iren per scoprire che il condominio aveva accumulato un debito con la società di 60mila euro. E che era stato predisposto un piano di rientro, su proposta della stessa Salati. Piano mai onorato, ma soprattutto all'insaputa dei condomini. Che pure avevano sempre pagato.

LA VIA DEL DENARO

Sorpresa amarissima. Come quelle che poi sono state servite ai condomini degli altri palazzi che si sono fatti avanti nei mesi successivi. Tutti proprietari o inquilini che improvvisamente scoprono dei buchi più o meno clamorosi. E man mano gli investigatori ricostruiscono la trama della sparizione dei soldi. Capitoli diversi, ma con lo stesso finale: lo svuotamento spesso totale dei conti condominiali. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la Salati avrebbe effettuato prelievi in contanti, emesso assegni, fatto giroconti e bonifici sui propri conti correnti personali o su quelli del suo studio (poi diventato Giada srl). In alcuni casi, poi, i soldi sono finiti sui conti del marito e del padre della professionista (che non sono indagati), oltre che di suoi collaboratori. È capitato anche che 2.000 euro, prelevati con bonifici dal conto di un condominio, finissero sul conto di altri immobili da lei amministrati. Un modo, secondo gli investigatori, per «sanare» immediatamente la situazione di un palazzo, magari in vista di un'assemblea condominiale.

I DOCUMENTI NASCOSTI

Le causali per tutti questi movimenti di denaro? Le più svariate. Fino al cadeau per il lieto evento. Ma a volte non c'era nemmeno traccia della giustificazione. In diversi casi, poi, gli inquilini hanno avuto una marea di grattacapi anche quando alla Salati sono subentrati nuovi amministratori. Perché la professionista spesso si sarebbe portata via pure la documentazione amministrativo-contabile dei condomini. E nemmeno le ordinanze del tribunale civile, a cui i legali di diversi inquilini avevano fatto ricorso, erano servite a granché, tanto che era stato necessario richiedere l'esecuzione forzata con l'ufficiale giudiziario. Una serie di documenti, poi, in gran parte ritrovati dai finanzieri quando, alla fine dello scorso giugno, è scattata la perquisizione a casa e nella società di Simona Salati.

L'AUTORICICLAGGIO

Denaro intascato, secondo la procura. E denaro reinvestito. O meglio, autoriciclato. Alla fine di settembre del 2016, infatti, la Salati, insieme al marito, ha costituito la società Giada versando 2.500 euro e nove mesi dopo ha acquistato, con pagamento dilazionato, un garage del valore di 47mila euro. Tutti soldi, secondo gli inquirenti, fatti sparire dai conti dei condomini.

L'ORDINANZA

«Ha agito con una spregiudicatezza fuori dal comune, approfittando del ruolo ricoperto per saccheggiare tutti i conti correnti dei condomini amministrati», scrive il gip Mattia Fiorentini nell'ordinanza cautelare che ha fatto scattare la sospensione dall'esercizio della professione per Simona Salati.

Parole durissime, per far capire che solo quel divieto può scongiurare il rischio che la professionista possa mettere le mani sui soldi di altri inquilini. Più che un rischio, una probabilità elevatissima. «Sussiste non già il pericolo, ma la pressoché certezza - sottolinea il giudice - che l'indagata, qualora nuovamente legittimata a operare su conti correnti altrui, si impossessi di ulteriori somme di denaro e occulti la documentazione necessaria a ricostruire le movimentazioni bancarie».

La lista delle accuse contro la Salati è lunghissima: 19 capi d'imputazione, di cui 18 per appropriazione indebita e 1 per autoriciclaggio, considerando solo quelli per cui il pm ha chiesto la misura interdittiva. E per tutti, secondo il gip, ci sono gravi indizi di reato.

G.Az.

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