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Truffe

Finti spedizionieri derubano le aziende

18 marzo 2019, 05:03

Finti spedizionieri derubano le aziende

LUCA PELAGATTI

Per mettere le mani su piccoli tesori basta poco: un camion, un po' di preparazione e molta faccia tosta. Il resto lo fa l'ingenuità delle vittime. E i delinquenti che lo sanno ne approfittano alla grande.

Anche nella nostra provincia è arrivata una nuova truffa: quella del falso corriere. E se di cifre ufficiali non se ne riescono ad avere, è certo che i casi ormai cominciano ad essere parecchi. Con danni pesanti.

Questo tipo di truffa, diffuso da tempo in altre zone d'Italia, si basa sul fatto che le aziende, in special modo quelle medio-grandi, ogni giorno vedono un viavai continuo di corrieri e autotrasportatori. Che si presentano ad ogni ora a caricare merci con i loro furgoni. Il controllo sui loro movimenti, per i dipendenti delle aziende, è quindi spesso piuttosto disinvolto e molto spesso chi dovrebbe vigilare finisce per cedere alla routine. Abbassando le difese.

Questa è appunto la falla usata dalle bande di truffatori che, con ogni probabilità, si appostano nei pressi delle sedi delle ditte e registrano quali sono le ditte di spedizioni e di trasporti che più spesso vanno e vengono con i loro mezzi. Capito quale possa essere il nome da citare parte una telefonata. E scatta la trappola.

Un complice infatti chiama l'azienda e dice che nelle ore successive arriverà, come al solito, un camion a caricare il carico. Ma alla guida non ci sarà il solito autista che è impegnato altrove, ma un diverso conducente di cui, per rassicurare la vittima, fornisce anche nome e cognome.

Lo abbiamo detto: l'ingenuità delle vittime è quello che li aiuta. Ed è proprio qui la beffa. Chi riceve la chiamata infatti si fida di quanto gli viene detto al telefono e, a propria volta, segnala all'addetto alle spedizioni l'arrivo di un nuovo autista. Che poco dopo puntualmente si presenta. In caso gli venga richiesto fornisce, ovviamente, il nome anticipato dal complice e, se serve, ha anche in tasca un documento che certifica le sue generalità. Ovviamente è tutto falso. Ma quando si scopre è troppo tardi.

Il conducente così si avvicina alle bocche di carico e gli addetti, gentilmente, riempiono della merce il camion che poi se ne va con la bolla in cui viene indicato il luogo di consegna. Inutile dirlo: non ci arriva mai e la refurtiva viene fatta sparire.

Le forze dell'ordine non confermano per ora ma da parte di alcune imprese che sono state beffate da queste bande si parla di bottini da decine di migliaia di euro. E in alcuni casi anche centinaia di migliaia.

Soprattutto, chi ha subito questa particolare forma di furto, si consiglia di non fidarsi e di controllare sempre le telefonate. Così, se qualcuno chiama presentandosi come il referente dello spedizioniere di fiducia, è sempre buona norma prendere nota e poi richiamare il numero del corriere per accertarsi che a telefonare non sia stato un imbroglione. E nel caso ci siano dubbi e sospetti allertare le forze dell'ordine che potranno approntare una discreta presenza per controllare che sia tutto a posto.

Tutto questo per evitare, oltre al danno la beffa. In casi come questo non essendoci un furto vero e proprio, ma piuttosto una truffa, le assicurazioni potrebbero non coprire il danno provocato dai balordi. Che andandosene con il furgone carico potranno anche sghignazzare pensando che per arraffare il bottino non hanno fatto nessuna fatica. Perché sul camion la refurtiva ha provveduto a caricarla la stessa vittima.

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