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Protesta

I residenti di via Cimabue: «Troppi rischi per colpa di quel cantiere»

18 marzo 2019, 05:02

I residenti di via Cimabue: «Troppi rischi per colpa di quel cantiere»

CHIARA POZZATI

«Passi che non abbiano avvertito dei lavori stradali prima del via, ma almeno disporre un temporaneo divieto d’accesso alle auto dei non residenti per evitare rischi era doveroso. Senza contare che sono state danneggiate alcune tubature della rete fognaria». E cresce il malcontento in via Cimabue, placida laterale di via Langhirano che corre a lato del torrente Cinghio. Ad alimentare le polemiche l’arrivo di operai e ruspe per l’installazione della fibra ottica.

«L’imbocco della strada da via Langhirano è già pericolosissimo di suo: il nastro d’asfalto è molto stretto e il fosso di fianco è altissimo. Non solo: i lampioni iniziano da metà strada e privilegiano sostanzialmente la pista ciclabile, così di sera la visibilità è scarsa. Infine si tratta di una via frequentatissima specialmente dagli anziani degli orti che ogni giorno pestano sull’acceleratore e si lanciano a una velocità non indifferente». A farsi portavoce delle proteste un grappolo di residenti che ha assistito impotente all’arrivo del cantiere. «Peccato che quando abbiamo mandato mail alla polizia municipale per segnalare i rischi e chiedere informazioni nessuno ci abbia risposto». Oggi però a mettere i puntini sulle «i» sono l’azienda che si sta occupando dei lavori, Open fiber, gli assessori Michele Alinovi (Urbanistica) e Tiziana Benassi (Viabilità e Ambiente): «In via Cimabue non si tratta di cantieri comunali, sta intervenendo Open Fiber - prende la parola Alinovi - a cui abbiamo già contestato materiali e pendenze trasversali non conformi. La riasfaltatura integrale della strada è a carico dell’azienda che la farà una volta conclusi gli interventi su quartiere Montanara. Il manto stradale della parte terminale della strada di accesso agli orti è stato rifatto dal comune nel 2017 e l’attenzione è massima. Anche per quanto riguarda l’illuminazione del primo tratto (a lato del torrente) è stata già inserita nel quadro degli estendimenti. Al completamento delle sostituzioni con la nuova tecnologia led il gestore provvederà ad implementare le luci. Come tempistiche si parla orientativamente del 2020».

A conferma arriva anche la nota scritta del colosso della banda ultralarga: «Open Fiber sta realizzando in tutta la città un’infrastruttura completamente in fibra ottica, che collegherà oltre 66mila unità immobiliari grazie ad un investimento totalmente privato di circa 25 milioni di euro. In via Cimabue, una delle imprese che opera per conto della società sul territorio cittadino, in seguito al rilascio di un’apposita concessione degli Uffici Tecnici comunali per la manomissione e l’occupazione del suolo pubblico, e di un’ordinanza della Polizia municipale, ha avviato interventi per l’installazione della rete in fibra. L’area lavori è stata correttamente transennata e segnalata, e un cartello di cantiere riportava tutte le informazioni utili per i residenti a comprendere il fine delle lavorazioni. Gli interventi erano relativi solo all’infrastrutturazione della via e non riguardava proprietà private, i cui proprietari altrimenti sarebbero stati avvisati. La carreggiata di via Cimabue, già poco estesa, ha inevitabilmente subito un piccolo restringimento. Open Fiber si scusa con i cittadini di Parma per aver recato qualche piccolo disagio, ma assicura che la Direzione Lavori e il Cse (Coordinatore sicurezza in fase cantieri) presenti sul territorio hanno applicato tutte le norme necessarie per garantire la qualità dei lavori e la sicurezza sul cantiere, e di non aver ricevuto segnalazioni in merito dalla polizia municipale».

Tornando alla sicurezza sul fronte della viabilità «fatto salvo che è carico del privato impegnato nei lavori garantirla - prende la parola la Benassi - accogliamo le segnalazioni dei residenti e manderemo la polizia municipale per verificare lo stato attuale della situazione».

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