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SERIE A

Parma assente, la Lazio ne fa quattro

18 marzo 2019, 05:01

Parma assente, la Lazio ne fa quattro

Da uno dei nostri inviati

PAOLO GROSSI

ROMA Un Parma ai minimi termini per motivazioni e determinazione è crollato già nel primo tempo al cospetto della Lazio. Fatichiamo a ricordare quattro reti incassate nei primi 45’ dai gialloblù. E’ successo ieri e non c’è stata partita perché la ripresa è stata giocata in sordina. Purtroppo è stata una giornata da dimenticare in toto, compresa l’espulsione nella ripresa di D’Aversa. D’Aversa aveva scelto, alla fine, di proseguire l’esperimento Biabiany mezzapunta a scapito di Machin e Dezi. Conferma per Siligardi e Dimarco. La curva laziale offre un gran bel colpo d’occhio, è calda e piena di vessilli.

Come prevedibile la Lazio parte più forte e anche se il Parma tiene il campo bene, senza schiacciarsi, crea alcune occasioni con Caicedo, un tiro alto e uno parato a terra da Sepe, e Correa, serpentina e palla bassa in mezzo liberata dai crociati. La Lazio è fluida sulle fasce dove Marusic, con le sovrapposizioni di Patric, e Lulic scendono con continuità e alternano la ricerca del fondo campo al movimento dentro. Nei primi 20’ il Parma si affaccia in area quando Siligardi serve Inglese che va a terra a contatto con Acerbi senza che l’arbitro o il Var intervengano. E questo resterà un piccolo rammarico perché qualcosa poteva starci.

Si arriva così al 22’ quando da un pallone perso in attacco la Lazio riparte senza opposizione fino a quando Milinkovic serve in profondità lo scatto di Marusic che brucia Dimarco e calcia in porta. La palla è tesa, rasoterra, sul palo più vicino ma Sepe è goffo e la lascia passare cosi che la Lazio si trova sull’1-0.

Neanche tre giri di lancette e Iacoponi lascia un braccio largo su cross di Lulic. E’ rigore e Luiz Alberto trasforma con una botta centrale. Insomma, alle 15,25 la gita romana del Parma ha già perso il suo senso. Arriva così anche il 3-0, ancora con Luis Alberto, bravo a saettare in porta dal limite dopo una bellissima e prolungata azione corale in cui la Lazio ha fatto girare indisturbata la palla per tutto il campo. Nuovo boato del pubblico al 44’ quando con uno schema da corner Luis Alberto imbecca Lulic che tutto solo nella lunetta, di destro, trafigge Sepe. I crociati protestano per alcuni blocchi a loro dire oltre il lecito, ma Banti non ci sente.

Buttiamola sul ridere: al riposo sul 4-0 la nota positiva è che non peggiorerà la statistica dei punti persi dai crociati nei secondi tempi...

Perso per perso nella ripresa D’Aversa, senza cambiare uomini, cambia assetto, passando al 3-4-3 con Biabiany e Dimarco che fronteggiano ad personam gli esterni avversari mentre Siligardi e Gervinho stanno più stretti alle spalle di Inglese. Il problema principale di questa disposizione è che chiama all’impostazione con più frequenza Iacoponi e Gagliolo, e la cosa non è il massimo. D’Aversa al 20’ mette fine alla gara di Inglese che tra l’altro, innevositosi, si era fatto ammonire, così come Alves, per un fallo di frustrazione. Ma è nervoso anche D’Aversa che deve lasciarsi sfuggire qualche protesta poco elegante dato che l’arbitro lo allontana.

Al 31’ scintilla: Patric cicca un retropassaggio al portiere, il subentrato Sprocati si inserisce e batte Strakosha sul palo lontano. Un gol che però non riaccende il finale. La Lazio ha da tempo alzato il piede dal gas, il Parma ci crede poco, e così la partita scivola via senza intensità. Al 90’ Correa grazia Sepe dopo un ficcante contropiede.

Basta scorrere la panchina della Lazio per capire che sulla carta potrebbe battere il Parma anche con le seconde scelte. Ma il calcio è affascinante proprio perché la superiorità sulla carta a volte viene annullata sul campo. Servono però doti che ieri il Parma aveva lasciato a casa. Dove speriano le ritrovi per usarle contro l’Atalanta ed evitare così altre brutte figure.

LE PAGELLE

di PAOLO GROSSI

PARMA

SEPE 5

Ha vere colpe solo sul primo gol, ma quello è veramente tutto suo, ed è stata la prima crepa nell’argine che è ben presto crollato completamente. Su Marusic ha peccato di superficialità.

IACOPONI 5

I crociati da qualche gara erano stati disciplinatissimi con le braccia dopo le vicissitudini occorse a Bastoni e invece ieri lui s’è distratto perché Lulic gli era abbastanza lontano da poter fare ragionamenti diversi. E il suo errore è costato il 2-0.

ALVES 5,5

Ha retto quel che ha potuto svettando di testa e spronando i compagni, poi nella ripresa s’è innervosito anche lui.

GAGLIOLO 5

Il suo rinvio sbagliato sui piedi di Milinkovic dopo pochi secondi è stato il segnale di quello che ci aspettava. Un approccio poco deciso e concentrato, ma ovviamente non solo da parte sua. Con la difesa a tre è stato chiamato a un compito che gli è ostico, quello di impostare palla a terra, e l’ha fatto in chiaroscuro.

DIMARCO 5,5

Nel primo tempo s’è trovato tra incudine e martello (Marusic-Patric) e ha lasciato praterie sulla fascia. Meglio nella ripresa quando si è posizionato più avanti. Sembra comunque in buona forma.

BIABIANY 4.5

Con il Genoa aveva cambiato la partita, ieri è stato un ectoplasma: aveva davanti Luis Alberto ma non lo ha mai visto, commettendo anche errori nei tocchi di palla.

RIGONI 5

I compagni lo cercano poco o lui non sa farsi trovare? Fatto sta che in cabina di regia latita per tutta la partita e anche in interdizione è leggero.

KUCKA 6

Tra i meno peggio nel senso che il suo duello con Milinkovic è equilibrato e lui lotta, strappa palloni, prova a portarli su. Almeno è generoso.

SILIGARDI 4,5

Anche lui non s’è mai visto, se non quando ha servito Inglese che è finito a terra. Lulic ha fatto quel che ha voluto, la sua azione era spesso fuori tempo.

GAZZOLA 5

Subentra largo a destra ma non incide nella manovra.

INGLESE 5

Nervoso, chiaramente non al top perché rispetto al solito ha vinto pochissimi duelli aerei. Ma è sempre molto solo e s’è preso un giallo inutile.

CERAVOLO 5

Nel 2019 aveva giocato un solo minuto, a Cagliari. Entra e deve combattere con i mulini a vento, battaglia persa in partenza.

GERVINHO 5

Qualche raro spunto, più che altro andando a cercare spazio nella zona alle spalle di Inglese, dove però gli avversari fanno più densità e per lui è più difficile seminarli in slalom.

All.D’AVERSA 5

S’è preso pubblicamente della colpe e giustamente perché dopo una débacle così chissà quante scelte rifarebbe in modo diverso. La sconfitta fa male solo fino a un certo punto, ma a lasciare perplessi è il black out mentale, stile Napoli, della sua squadra. Tutti sanno nel gruppo crociato che senza fame il Parma le perde tutte.

IL MIGLIORE

SPROCATI

6,5

Il suo primo gol in serie A, contro la sua società (il Parma lo riscatterà solo a fine stagione) è l’unica nota lieta di una partita da buttare.

LAZIO

STRAKOSHA 6,5

PATRIC 5,5

ACERBI 6,5

RADU 6

MARUSIC 7

MILIKOVICSAVIC 6

LUCASLEIVA 6

CATALDI 6

LUISALBERTO 7,5

LULIC 7

DURMISI SV

CORREA 7

CAICEDO 6

NETO 6

ALL.INZAGHI 7

ARBITRO

BANTI 5,5

Discutibile interpretazione del fallo su Inglese, ma non osiamo pensare che un rigore al Parma sullo 0-0 avrebbe cambiato l’esito finale. Insufficiente per le colpe del Var Pairettoi che non lo richiama quando Caiceido stende Gagliolo. Per il resto fa il suo compito, resta da vedere che cosa ha detto D’Aversa per meritarsi il “rosso”.

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