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Il personaggio

Laura Gemma Pioli, youtuber del grande calcio a Londra

19 marzo 2019, 05:00

Laura Gemma Pioli, youtuber del grande calcio a Londra

CHIARA POZZATI

Scrittrice, giornalista, giramondo e responsabile del canale YouTube della Serie A. Eh sì, signori avete capito bene: con la parmigianissima Laura Gemma Pioli, 27 anni, il calcio diventa «roba» da donne. Non solo: dalla City e sempre per la Little dot studios, colosso londinese, gestisce anche il canale del Manchester United e Lega Calcio Scozzese.

«Se è per quello anche il canale di Peppa Pig – sorride dalla vecchia cara Inghilterra, grazie alla videochiamata su Skype -. La mia giornata tipo? Non dormire mai. Il calcio non è mai stato nelle mie corde, ma oggi guardo le partite costantemente e sono appassionatissima. Penso di fare la professione che ogni uomo desidera. Mi occupo di realizzare tutti i contenuti multimediali legati ai match: dai video agli scritti». Smalto da vendere e una determinazione fuori dal comune, Laura ha inseguito i suoi sogni da un capo all'altro del mondo «e facendo di tutto – assicura alla fine dell'ennesima giornata convulsa –. Ho frequentato scuole, viaggiato, sono stata una ragazza au pair (una babysitter in terra straniera che alloggia a casa delle famiglie), commessa».

Una vita d'un fiato insomma, senza dimenticare la «sua» Parma «e in particolare il legame con la Gazzetta, la prima a investire su di me e che mi ha permesso, ancora adolescente, di pubblicare racconti e articoli. Sapevo fin da subito che la scrittura sarebbe stata la mia strada, diciamo solo che ho macinato chilometri per realizzarmi». Una vita avventurosa quella della 27enne («sono proprio parmigiana del sasso» ci scherza su) che oggi crea contenuti multimediali sul canale video più visitato al mondo.

«Ho frequentato il liceo socio pedagogico all'istituto Alfieri. A 18anni volevo iscrivermi alla scuola Holden, ma all'epoca l'ingresso era riservato agli over 21 – spiega –. Così frequentavo le lezioni serali a Torino e per diversi anni ho fatto la pendolare. Poi finalmente mi sono trasferita definitivamente e, nel frattempo, la scuola ha deciso di aprirsi anche ai più giovani, così ho partecipato ai corsi che desideravo: giornalismo e social media». Questo senza dimenticare il premio giornalistico di Vanity Fair per il racconto «La bambina e il grande uomo» che le è valsa la borsa di studio per frequentare la prestigiosa scuola di Baricco.

Ma Laura non si è accontentata: «Mi sono iscritta anche al Dams a Bologna, per seguire la grande passione per il teatro. Ho vissuto per due anni in America, prima a Seattle, poi a New York, per frequentare una scuola giornalismo e marketing e da tre anni ormai vivo a Londra. Il legame con l'azienda che frequento ora, è capitato quasi per caso: ho mandato il curriculum tramite Linkedin e quello che cercavano, al di là dell'alta professionalità, era un italiano per seguire la Serie A». A questo punto la domanda è d'obbligo: la squadra preferita? «Ho sempre tifato Juve, è collegata a dei ricordi d'infanzia. Poi, certo, mi piace anche il Parma, ma questa è un'altra storia».

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