Sei in Archivio bozze

Intervista

Michele Placido: «I miei divertenti crimini coniugali»

20 marzo 2019, 06:00

Michele Placido: «I miei divertenti crimini coniugali»

MARA PEDRABISSI

Settantadue anni e una vita professionale vissuta con la grinta e la voracità di chi sa fare, e bene, molte cose. Ne è un esempio la pièce «Piccoli crimini coniugali», di cui Michele Placido è interprete e regista dopo averne curato l'adattamento dall'originale francese di Eric-Emmanuel Schmitt.

Placido sarà questa sera alle 21, insieme a Anna Bonaiuto, sul palcoscenico del Teatro Verdi di Busseto, penultimo appuntamento della stagione di prosa 2019 realizzata da Ater. Lui è Gilles, lei è Lisa, una coppia come tante, un (apparente) tranquillo ménage familiare. Finché un piccolo incidente domestico, in cui Gilles perde completamente la memoria, diventa la causa scatenante di un sottile e distruttivo gioco al massacro...

Michele Placido, qui non ci mette solo la faccia come attore ma firma l'intero progetto. Come è arrivata l'idea?

«Molto semplicemente, in verità. La società produttrice, la Goldenart, mi ha contattato perché curassi la regia e, mettendoci a ragionare, è derivato tutto il resto. Il testo mi è piaciuto perché tratta in modo brillante la storia di una coppia, come tante, in crisi. Però gli scrittori francesi hanno la capacità di entrare in questioni delicate o difficili della vita con un passo lieve, direi con umorismo, laddove noi italiani siamo più melò».

Qui siamo dalle parti della commedia, invece.

«E' una vera e propria commedia, con il passo della commedia: anche nel finale, che definirei dolorosamente malinconico ma non drammatico. Ad esempio, una delle battute è: “Quando vedete un uomo e una donna davanti al sindaco o al prete, chiedetevi chi dei due sarà l'assassino”. Ecco Schmitt, che non crede nell'amore senza fine, costruisce quasi un thriller sentimentale, ma divertente».

Tutto si gioca sul confronto verbale tra i due protagonisti...

«C'è ritmo. E' la ragione del successo di questo spettacolo che ci impegna in una tournée fitta di date. Lo scorso anno ne è stato fatto anche un film, con due bravi attori come Margherita Buy e Sergio Castellitto, ma ho trovato la riduzione cinematografica troppo “italiana”, drammatica, più cupa dell'originale».

Lei fa e ha fatto moltissimi lavori. Ma credo che un posto speciale abbia il commissario Cattani della Piovra. E, da lì, molti film sul tema della mafia.

«Guardi, sono grato al commissario Cattani perché mi ha dato popolarità in tutto il mondo, ma sono fiero di molte altre cose che ho fatto, anche sul tema della criminalità, senza considerarmi per questo un “esperto” nell'antimafia. Da regista, mi piace ricordare che ho dedicato molti film a tematiche femminili- sociali, come “Del perduto amore” con Giovanna Mezzogiorno; “La scelta”, ispirato al testo “L'innesto” di Pirandello, con Ambra Angiolini; “Sette minuti”, storia di un gruppo di operaie alle prese con una ristrutturazione aziendale».

Da regista, ha un nuovo progetto in mente?

«Sto preparando il film su Caravaggio, artista geniale che ha rivoluzionato la pittura del suo tempo, prendendo i modelli dalle strade e portandoli nei suoi quadri. Il set inizierà a ottobre, sarà una coproduzione internazionale: per questo, il prossimo anno mi prenderò una pausa dal teatro».

Biglietti per lo spettacolo di stasera da 33 euro a 20 euro, informazioni tel 0524-92487, info@bussetolive.com.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal