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Busseto

Morta Marisa Barbarini Cassi, donna saggia ed ironica

20 marzo 2019, 06:02

Morta Marisa Barbarini Cassi, donna saggia ed ironica

Vittorio Testa

BUSSETO - Cordiale, riservata, affabile e spiritosa. Energica di una forza d'animo e molto protettiva, Marisa Barbarini Cassi ha saputo attraversare con coraggio una vita che le aveva riservato troppo presto la dolorosa prova della scomparsa del marito, Rino Cassi, morto nel 1973.

Coppia unitissima, i genitori di Erminia, la primogenita allora diciottenne, e del piccolo Fabrizio, futuro Maestro direttore d'orchestra e cori, si erano trasferiti da poco, nel '67, a Busseto, provenienti da Polesine, paese d'origine di lui, imprenditore, e luogo della prima casa coniugale governata con entusiasmo dalla giovane sposa, originaria di Parma. Con tutto il peso di questa tragedia sulle spalle, la signora Marisa, tempra d'altri tempi, ha saputo crescere i due figli con una fermezza dolce e una esemplare virtù consolatoria: sempre con il sorriso sulle labbra e una levità di maniere di donna simpatica, concreta e gentile. Generosa dispensatrice di serenità familiare, ha seguito con più che legittimo orgoglio la crescita dei figli: Erminia, dirigente bancaria andata in sposa a Maurizio Bergonzi, il primogenito del «tenorissimo» Carlo; Fabrizio, di precoce vocazione musicale, giovane organista della Collegiata di San Bartolomeo, poi diplomato in pianoforte e direzione d'orchestra, maestro collaboratore nell'Accademia di Bergonzi, incarichi prestigiosi al Regio di Parma e da un anno direttore del coro al Petruzzelli di Bari. I figli, i due «adorati» nipoti Martina e Carlo e il genero Maurizio; la nuora Rina Battecca.

Madre e nonna affettuosa ma dichiaratamente inamovibile dalla casa dei ricordi felici del primo focolare, la villetta del raggiunto benessere, visitata poi dal dolore incancellabile ma sempre tenuto racchiuso nell'intimo, la signora Marisa viveva con partecipe discrezione la crescita e la serenità della progenie. Cuoca domenicale per figli, nipoti e consorti.

Curiosa, un'innata eleganza e il garbo fatto di modi delicati e rispettosi, amava seguire con discrezione gli avvenimenti bussetani; la frequentazione e i successi del «tenorissimo» parente; lo scambio di affettuose telefonate con la consuocera Adele Aimi Bergonzi; gli studi dal brillante esito dei nipoti e soprattutto i concerti e le opere dirette dal figlio Fabrizio: ne parlava volentieri ma dissimulando, per pudica buona educazione, il palpitante orgoglio con il gusto della battuta: «Sì sì Fabrizio è stato bravo, se lo dice lei ci credo». Oppure: «Signora Marisa, bello il concerto diretto da suo figlio»... «Dice? E' piaciuto anche a me, per quel poco che me ne intendo... Sì, l'ho visto muovere molto le braccia! Si vede che le ha mosse bene». E dal settimo cielo delle madri felici, ti salutava comunicandoti un contagioso buonumore: «La ringrazio, troppo gentile».

Donna forte e coraggiosa, gelosa della propria autonomia e capace dell'esercizio della più mirabile delicatezza, quella racchiusa nel detto «non voglio d'essere peso a nessuno», la signora Marisa, qualche problema agli occhi, 84 anni, non voleva le si parlasse di lasciare la sua casa: «Mi dicono, “ma sei lì da sola, di notte, e poi ci sono troppe scale, ti troviamo un appartamento al piano terra…”. Signori miei far le scale fa bene, abito a cento metri da piazza Verdi, da sola sto benissimo, di notte dormo tranquilla».

Qualche giorno fa l'avevamo incontrata, aveva un brio incontenibile da materno batticuore: il clan famigliare le stava preparando una sorpresa: accompagnarla a Bari, al teatro Petruzzelli a vedere finalmente un'opera nel cui cartellone stava scritto in corpo come si deve «Direttore del coro, Maestro Fabrizio Cassi». L'aereo troppo stressante, meglio con la gita in pullman degli «Amici di Verdi», proprio l'associazione presieduta da Fabrizio.

Ma se ne è andata via prima, la signora Marisa, al colmo dell'entusiasmo nell'attesa di una sera di indimenticabile emozione. Ci piace essere convinti che quando la figlia Erminia e il marito Maurizio, al rientro da Parma, l'hanno trovata delicatamente reclinata con gli occhi chiusi per sempre, il cuore della signora Marisa si era fermato nel sogno luminoso dell'arrivo a Bari, in un ultimo battito di troppo struggente materna felicità.

Un rosario sarà recitato questa sera in chiesa collegiata dopo la messa delle 18. Il funerale domani alle 10 partendo dall'abitazione in via Paganini 8 per la chiesa parrocchiale, e poi al cimitero di Spigarolo.

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