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CONDOMINI

Altri tre amministratori nei guai. Sono spariti più di 400mila euro

Citazione diretta a giudizio per Fausto, Monica e Federica Buia, accusati di appropriazione indebita aggravata

di Georgia Azzali -

21 marzo 2019, 06:03

Altri tre amministratori nei guai. Sono spariti  più di 400mila euro

Aprire la cassetta della posta e trovare la lettera che mai avresti immaginato. Non l'avviso di una possibile multa in arrivo per aver pigiato troppo il piede sull'acceleratore, ma il sollecito per il pagamento di bollette che invece eri certissimo di aver saldato. È capitato anche questo alle famiglie del condominio di viale Fratti 24, nel 2015, che subito sono dovute correre ai ripari chiedendo un finanziamento per saldare i debiti onde evitare di vedersi tagliare luce e gas. Beffati - almeno secondo l'accusa - dai titolari della Gamma Ced Studio, società di amministrazioni condominiali: Fausto, Monica e Federica Buia. Il padre e le due figlie sono stati citati a giudizio dalla procura per appropriazione indebita continuata e aggravata. In totale, tra il 2009 e il 2016, avrebbero fatto sparire dai conti di otto palazzi, tra città e provincia, oltre 400mila euro. A processo direttamente (senza l'udienza preliminare in cui il giudice decide se rinviare o meno a giudizio gli imputati), come previsto dal codice per una serie di reati, tra cui quelli con pena massima non superiore ai 4 anni.

I PRIMI PASSAGGI SOSPETTI

Una trama familiare, secondo la procura. Con la posizione del padre, 83 anni, certamente più defilata rispetto alle figlie e finito sotto inchiesta in quanto socio amministratore della Gamma Ced Studio. Perché è alla società che sarebbe finita una parte dei soldi drenati dai conti correnti di due immobili. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra il 2009 e il 2013, oltre 68mila euro sarebbero transitati dai conti del condominio «Ma Maison» di Tizzano a quelli dello studio della famiglia Buia. Altri 71mila, poi, tra il 2011 e il 2012 sarebbero stati sottratti ai condomini di viale Fratti 24 finendo sempre nelle casse della Gamma Ced. Reati di cui sono accusati in concorso il padre e la figlia Monica.

LE CAUSALI INVENTATE

Ma è soprattutto dal 2012 in poi, per quanto ricostruito dagli inquirenti, che sarebbero stati saccheggiati i conti della maggior parte dei condomini. Una serie di appropriazioni (indebite) di cui devono rispondere le due sorelle in concorso. Sarebbe stata Monica, che amministrava gli immobili, a orchestrare le operazioni, e a volte lei stessa risulta destinataria degli assegni emessi senza alcuna reale giustificazione.

Assegni, ma anche bonifici, tutti senza una causale che potesse reggere: quello il modo per far transitare il denaro dalle «casse» dei condomini a quelle della società della famiglia, o direttamente nelle tasche dell'amministratrice del palazzo. Migliaia di euro spariti dai conti di tutti gli otto immobili: per esempio, nel caso del condominio «Italia», di viale Milazzo 6, tramite una serie di assegni bancari, Monica Buia, in concorso con la sorella Federica, avrebbe trasferito oltre 34mila euro tra il 2013 e il 2015 sui conti della società Gamma Ced.

I ROSSI DA SALDARE

Soldi evaporati improvvisamente, oppure spostati da un conto all'altro per cercare di tappare - almeno momentaneamente - qualche buco: secondo quanto riportato nel decreto di citazione a giudizio, infatti, nel luglio del 2014 parte un bonifico di 11.162 euro a favore di Iren per saldare i debiti di alcuni condomini. Tutto regolare? Solo all'apparenza. Perché in realtà - secondo gli inquirenti - quel pagamento viene fatto con i soldi degli inquilini di un altro palazzo che nulla hanno a che vedere con quel buco.

LE CARTE DA NASCONDERE

Denaro, ma anche documentazione amministrativo-contabile sparita: sarebbe accaduto anche questo. Come già successo nei casi di altri amministratori finiti sotto inchiesta. Un modo per tentare di occultare le tracce di quei passaggi di soldi più che sospetti.