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Intervista

Chiara Amarù: «Rosina oggi sarebbe molto social»

21 marzo 2019, 06:00

Chiara Amarù: «Rosina oggi sarebbe molto social»

ILARIA NOTARI

Torna al Teatro Regio a cinque anni di distanza dal suo debutto a Parma, portando il suo cavallo di battaglia, il mezzosoprano Chiara Amarù interprete di Rosina ne «Il barbiere di Siviglia» di Rossini in scena da domani sera nell'ambito della Stagione Lirica. L'opera del pesarese è infatti quella che l'artista palermitana, specialista nel repertorio belcantista, ha cantato di più e con maggiore successo dopo averla debuttata sei anni fa alla Fenice di Venezia. Se al Festival Verdi del 2014 a fu Preziosilla ne «La forza del destino», oggi è calata nei panni della dolce e volitiva Rosina, giovane in grado di ordire pericolose trappole. Curiosamente, le variazioni che ascolteremo nella sua interpretazione, sono state scritte da Stefano Amarù, papà di Chiara e cornista, ora in pensione, dell'Orchestra del Teatro Massimo di Palermo.

Con Rosina Rossini afferma una figura nuova, più moderna rispetto ad altre simili di allora e oggi ai nostri occhi attualissima ovvero quella di una donna smaliziata, risoluta e vincente. Poco svenevole e molto pragmatica. Oggi sarebbe anche molto social? E che Rosina è quella di Chiara Amarù?

«Ne sono assolutamente convinta. Social al 100%! Userebbe i social pur di affermare la propria libertà e i sentimenti per il suo amato. E' un personaggio attualissimo. Rossini amava i mezzosoprani e per questo registro ha riservato ruoli significativi e da protagonista. La mia sarà una Rosina che non si fa mettere i piedi in testa, spiritosa e stizzosetta ma anche molto dolce. Gli aspetti del suo carattere verranno fuori nella mia interpretazione che sottolinea la diversità di approccio con gli altri, furba con Don Bartolo, sognatrice con Lindoro e determinata con Figaro. Non amo dipingerla lagnosa o remissiva».

Il ruolo necessita di una voce sempre presente nei recitativi e nei concertati, deve saper salire e pescare nel grave. Poi ci sono le variazioni… di papà nel suo caso!

«E' vero, ha una tessitura molto acuta, coloratissima e coloritissima, piena di variazioni brillanti; poi scende e specie nell'aria ci sono note molto gravi che fanno emergere il carattere impetuoso e determinato del personaggio. Anche la seconda aria è virtuosa e nei concertati la parte è molto acuta, specie nel quintetto. Per le variazioni mi ha aiutata mio padre che ogni tanto si diletta a scriverne qualcuna adatta a me per non essere ripetitiva da un “Barbiere” all'altro. Non ne faccio tante perché non amo variare ma dove bisogna farlo lo faccio perché Rossini scrive “due volte” apposta per valorizzare il virtuosismo del cantante».

Una Rosina la sua che ama Lindoro e sogna Verdi…. Preziosilla rimarrà “figlia unica”?

«Sono rossiniana e, a parte quell'esperienza, con riscontri positivi, in un ruolo in cui il Maestro ha usato una scrittura meno corposa rispetto a quelle riservate ai “suoi” mezzosoprani, guardo ancora Verdi da lontano. Amneris è un sogno nel cassetto. Purtroppo poi ci sono desideri che non combaciano con la natura!».

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