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IL DISCO

La casa degli Animals Video

di Michele Ceparano -

23 marzo 2019, 08:00

La casa degli Animals Video

Cinquantacinque anni fa il gruppo britannico dei The Animals incideva quello che sarebbe stato il suo più grande successo e uno dei brani più importanti di tutti i tempi. È la celeberrima “The house of the rising sun”. Si tratta di una ballata folk della prima metà dell’Ottocento la cui paternità non è stata mai del tutto chiarita. Addirittura la melodia potrebbe risalire a ben due secoli prima e cioè alla ballata Matty Groves. Comunque, il singolo degli Animals spopola non solo in Gran Bretagna ma anche negli Stati Uniti. Ma questa ballata folk, interpretata anche da Bob Dylan nel '62 nell'arrangiamento di Van Ronk, strega il pubblico anche fuori dal mercato anglosassone. In Italia ad esempio vengono prodotte alcune cover come quella dei Los Marcellos Ferial e di Riki Maiocchi. Anche i  Pooh si cimentano con questa ballata. Insomma, tanti l'hanno interpretata e incisa (la prima registrazione risale al 1928 e porta la firma di Alger Alexander). Ma quando  si parla di questo pezzo, solitamente ci si riferisce alla versione degli Animals - voce di Eric Burdon, chitarra di Hilton Valentine, tastiere e voce di Alan Price, basso di Chas Chandler, batteria di John Steel -, quasi fosse stata scritta da loro. Protagonista del brano in cui la tristezza la fa da padrona è una casa chiusa di New Orleans, appunto la “casa del sole nascente”. Reale o no (il nome deriverebbe dalla tenutaria Marianne Le Soleil), non è la prima volta che il rock entra in una casa di tolleranza. Succederà infatti anche nel 1972 quando la band inglese di progressive rock dei Caravan scrive "Waterloo Lily" (fantastica la copertina dell’album, intrigante il pezzo). Protagonista è appunto una prostituta, Lily, che esercita nella zona londinese di Waterloo. Anche per i Caravan uno fra i momenti più alti. “The house of the rising sun” troverà spazio nell'album d'esordio intitolato semplicemente “The Animals”, per il mercato americano, un lavoro in cui la band  si mette in mostra anche con “Memphis, Tennesse” di Chuck Berry, ma anche reinterpretando Ray Charles in “Talkin' 'bout you”, così come avevano fatto nella versione uscita per il Regno Unito, in cui “The house of the rising sun” non è contenuta, con “Hallelujah I love her so” e “I believe to my soul”.