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Il ricordo

Riccardo Bertoli: il dolore dei commercianti e degli amici

23 marzo 2019, 06:03

Riccardo Bertoli: il dolore dei commercianti e degli amici

LORENZO SARTORIO

In una tiepida giornata di primavera, in via Bixio, da piazzale Corridoni a Barriera, sembrava fosse calato un velo grigio. Era tutto annebbiato, nonostante il sole.

Una storica strada, quasi un piccolo paese, via Bixio. Dove tutti si conoscono e si chiamano per nome. Una grande famiglia, specie per quanto concerne i commercianti.

Ebbene, ieri mattina, i negozi sembravano più bui in quanto il cuore dei loro titolari era pieno di dolore per l’improvvisa scomparsa, all’età di 43 anni, di uno di loro, Riccardo Bertoli, anima della «Cafeteria Ducale».

Un «ragazzo» di Parma, un diploma in informatica, per alcuni anni operativo in questo settore, nel 2003, Riccardo decise di rilevare una «cafeteria» nel cuore di quel «de dla da l’acqua» che amava tanto e che, dato il suo carattere di uomo libero, sincero, spontaneo e generoso, gli era cucito addosso come un vestito. Da subito il carattere estroso, simpatico e vulcanico di Riccardo incontrò con la gente, in modo particolare i giovani per il tradizionale aperitivo vespertino.

E, «fare ape» da Riccardo, era divenuto davvero un rito oltre che un piacere in quanto la sua fertile fantasia partoriva tartine d’ogni genere ispirate alla tradizione per concedersi qualche libertà innovativa che non guastava certamente. Il tutto accompagnato da vini e birre da lui stesso selezionati e consigliati. Ma che stupivano sempre per la loro alta qualità. Di Riccardo, quello che si può dire ora lo si poteva dire anche un giorno fa, prima che il suo grande cuore cessasse di battere.

Espansivo, generoso, lavoratore come pochi, amava tantissimo quello che faceva. Riccardo era, soprattutto, un uomo vero: onesto, molto diretto - pane al pane, vino al vino - proprio da oste vero. Come quelli di una volta che amavano la compagnia, avevano un sacrale rispetto per i clienti ma non tolleravano soprusi, prepotenze e villanie da parte di chiunque.

Appassionato di foto, tifoso in punta di piedi della Juve, un compleanno che avrebbe festeggiato nel prossimo aprile ma, soprattutto, un matrimonio che aveva programmato, con l’adorata fidanzata Chiara, a settembre. Amava tantissimo quel mondo piccolo di via Bixio, com’era a sua volta amato da tutti che ora lo piangono poiché molti hanno perso, con lui, chi un fratello, chi un figlio o un nipote che tutti avrebbero voluto avere.

Sbigottimento, quindi, per tutta la giornata di ieri sia in città, dov’era conosciutissimo ma, soprattutto, in quell’Oltretorrente dove la sua figura era diventata un’ icona ed il suo locale, sacrario d’ amicizia, parmigianità e cose buone.

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