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Addio a Josè Rossi, il suo spirito manca già nel Montanara

24 marzo 2019, 05:00

Addio a Josè Rossi, il suo spirito manca già nel Montanara

Si è spento nei giorni scorsi Josè Gerardo Rossi, un personaggio che aveva saputo divetare un'istituzione al quartiere Montanara, Nato a Buenos Aires nel '54, era arrivato ragazzino a Napoli per poi stabilirsi definitivamente a Parma nel 1970, accolto da una famiglia di zii e cugini. E nel quartiere Montanara, soprattutto impegnandosi nelle attività del circolo Minerva, ha portato quel mix di tenacia argentina ed espansiva simpatia napoletana che la vita gli aveva regalato. La sua personalità gli seppe subito conquistare l'amicizia di tanti coetanei in un periodo in cui il Montanara veniva descritto come il «Bronx» della città. Attorno a Josè però c'era sempre energia positiva, e tanta passione per il calcio. Nel Minerva prima giocò, poi si mise ad allenare, per lunghi anni, squadre di ragazzi: come risultati la più forte fu l'Under 20 nel '79'-'80 e '80-'81, fucina di tanti forti elementi per formazioni di categoria e soprattutto gruppo che non si è mai disunito.

Nel frattempo Josè per lavoro guidava i camion, e nel tempo libero tifava fortissimamente Inter. Sembra ancora di sentirlo, con gli amici di sempre al Minerva, disquisire delle alterne vicende nerazzurre. Nel '92 si sposò con Herminia «Mina» che lo ha aiutato prima ad accudire amorevolmente i genitori, Antonio e Maria, e successivamente a lottare contro la malattia che, alla fine, se l'è portato via qualche giorno fa. Intanto però ha visto crescere e diventare uomini tanti ragazzi per i quali era stato un riferimento costante sul piano prima umano poi sportivo. «Anche se la salute lo aveva tradito - ricorda Andrea Bersiga, capitano della sua miglior Under 20 - Josè non si lamentava mai e non ha mai smesso di frequentare gli amici. Per tanti di noi resterà indelebile il ricordo della sua commozione quando lo abbiamo premiato, a sorpresa, due anni fa, durante una rimpatriata». Quel giorno per Josè ci fu un applauso interminabile e quel battere di mani voleva esprimere, dal cuore di tutti, il senso di quello che ora è il suo ricordo e anche il suo lascito a chi gli è sopravvissuto: avere passione, senso dell'amicizia, solidarietà, aggregare, amare e farsi amare. Grazie Josè.

p.gr.

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