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Avis, donatori ancora in calo ma crescono gli iscritti

24 marzo 2019, 05:00

Avis, donatori ancora in calo ma crescono gli iscritti

VITTORIO ROTOLO

È ancora in calo il numero dei donatori Avis, nella nostra provincia. 19.125 quelli che, nel corso dell'ultimo anno solare, si sono sottoposti al prelievo.

Nel 2017 erano stati 19.384, mentre nel 2015 sfioravano addirittura le 20.200 unità. «In ogni caso, in ambito territoriale l'autosufficienza risulta pienamente garantita: al Centro regionale sangue abbiamo consegnato il numero di sacche programmate e, sempre nel 2018, siamo riusciti a mettere un freno alla decrescita, che in passato era stata più marcata» ha subito chiarito il presidente di Avis provinciale Roberto Pasini, aprendo i lavori dell'assemblea.

Dell'attuale platea di donatori, 12.926 sono uomini, 6.199 invece donne. Confortante il dato relativo ai nuovi donatori: 1.209 quelli che sono entrati a far parte dell'Avis nel 2018, con un aumento di 70 unità rispetto all'anno precedente ed una maggioranza di nuovi ingressi al femminile (39, contro i 31 di sesso maschile). Il bilancio illustrato nel corso dell'assemblea provinciale evidenzia, inoltre, una lieve contrazione per quanto concerne le donazioni di sangue intero: 21.028 nel corso dell'ultimo anno (erano 21.166 nel 2017), mentre si mantengono sostanzialmente stabili quelle di plasma (2.897, a fronte delle 2.903 di un anno fa) e di piastrine (198, contro le 200 registrate nel 2017).

«L'attenzione - ha osservato Pasini - deve restare alta: ad oggi, infatti, la percentuale dei soci che smette di donare, vuoi per ragioni di salute o per raggiunti limiti di età, è superiore rispetto a quella dei nuovi ingressi. Se non invertiremo il trend, nei prossimi anni qualche problema potremmo averlo...».

Miglioramento costante dell'aspetto associativo e condivisione di idee, spazi, risorse e progetti: possono essere queste, le risposte più efficaci alle criticità.

«Stiamo operando pure nella direzione di un consolidamento dei rapporti con le sezioni territoriali - ha spiegato Pasini -, comprese quelle che non dispongono di un punto di raccolta del sangue».

A tal proposito nei prossimi mesi sarà inaugurato il nuovo centro di Lagrimone, che diventerà un punto di riferimento per i comuni di quell'area montana.

All'assemblea provinciale di Parma ha partecipato pure il presidente regionale di Avis, Maurizio Pirazzoli.

«A differenza di altre grandi regioni del Nord Italia, come Veneto, Lombardia e Piemonte che accusano un calo, in Emilia-Romagna la raccolta di sangue si mantiene stabile - ha riferito Pirazzoli -. A livello regionale, nello specifico, Parma è la provincia dove il rapporto donatori-residenti è più alto: ciò significa che, qui, l'associazione è fortemente radicata».

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