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SICCITÀ

Parma, dal cielo nemmeno una goccia. E a marzo sembra già estate

25 marzo 2019, 06:03

Parma, dal cielo nemmeno una goccia. E a marzo sembra già estate

PIERLUIGI DALLAPINA

L'anticiclone delle Azzorre è all'opera e i 24,3 gradi di massima misurati ieri dalla centralina meteo di Parma Est dimostrano come la sua attività sia a pieno regime, facendo registrare temperature che, di norma, si presentano a maggio inoltrato. Parlando poi delle piogge è meglio lasciar perdere: questo mese sulla città sono caduti solo 3,8 millimetri, cioè il 94% in meno rispetto alla media del periodo. «Siamo fortemente preoccupati per il futuro dell'agricoltura», commenta Luigi Spinazzi, presidente del Consorzio di bonifica.

UN INVERNO MITE

Che questo inverno sia stato mite, con poche piogge, nevicate pressoché inesistenti in pianura e giornate degne della miglior primavera già a febbraio è sotto gli occhi di tutti e l'ennesimo picco di caldo fuori stagione ormai non rappresenta più l'eccezione, ma la norma di un clima che sembra aver spazzato via (almeno per ora e almeno per la Pianura padana) la parola freddo.

Quella di ieri è stata dunque la giornata più calda di marzo, capace di superare i 24,2 gradi di massima registrati il 15 marzo dalla centralina meteo posizionata in via D'Azeglio. Se si allarga l'obiettivo anche fuori provincia, sono degni di nota i 25,6 gradi registrati a Viadana, ma anche i 12,4 gradi del rifugio Mariotti, al lago Santo, segno che il caldo della pianura fa sentire i suoi effetti anche nei punti più alti dell'Appennino parmense.

L'ANTICICLONE NON MOLLA

Il responsabile di questo eccezionale rialzo delle temperature che va avanti, con sporadiche interruzioni, da dicembre, è sempre lui, l'anticiclone delle Azzorre, che con la sua alta pressione fa da scudo alle perturbazioni su una ampia porzione dell'Europa occidentale, portando giornate serene, soleggiate e miti su Spagna, Portogallo, Francia e Italia, soprattutto al Nord della penisola. Infatti, la tanto attesa pioggia, nei prossimi giorni non dovrebbe cadere sulla Pianura padana: la perturbazione prevista per martedì dovrebbe riguardare solo il versante adriatico e l'Italia meridionale, che durante l'inverno si è dimostrata più piovosa del Nord.

«Si sta verificando una situazione simile a quella del 2017, quando ci fu la seconda estate più calda di sempre, dopo quella terribile del 2003, che vide temperature di 39 gradi in agosto per diversi giorni», ricorda Paolo Fantini, responsabile dell'osservatorio meteorologico dell'Università, prima di annunciare un leggero calo delle massime a partire da oggi.

NEANCHE UNA GOCCIA

A proposito di precipitazioni, la forte siccità è resa evidente dal livello del Po, che contrariamente a quanto dovrebbe accadere in questo periodo sta lasciando sempre più spazio agli spiaggioni tipici dei mesi estivi.

«Se non dovesse piovere nell'arco di poco tempo rischiamo di non riuscire a soddisfare le esigenze idriche della nostra agricoltura», avverte il presidente del Consorzio di bonifica, Luigi Spinazzi, pronto a fornire alcuni dati chiave per inquadrare il problema - ormai cronico - della mancanza d'acqua nel Parmense. «Il fabbisogno irriguo della nostra provincia è di 51 milioni di metri cubi, ma abbiamo un deficit di 37 milioni di metri cubi - dichiara - . Abbiamo bisogno di infrastrutture che trattengono quel poco d'acqua che cade da cielo. Non possiamo continuare a prelevare dal sottosuolo».

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