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STORIE DAI QUARTIERI

Crocetta, quando il traffico fa bene agli affari

26 marzo 2019, 06:00

Crocetta, quando il traffico fa bene agli affari

PIERLUIGI DALLAPINA

«Il più grande problema di Palermo? È il traffico», recitava una battuta memorabile del film «Johnny Stecchino» di Roberto Benigni. Ma se per qualcuno può essere una maledizione, per altri il traffico rappresenta un'ottima fonte di guadagno. Soprattutto se la propria attività ha aperto i battenti in una zona in cui è possibile parcheggiare senza rischiare la multa e dove si può arrivare davanti al punto vendita anche durante i giorni di blocco del traffico.

Il quartiere Crocetta, nato attorno alle molte attività artigianali che si trovano tra via Bernini e via Bonomi e fra la tangenziale Nord e via Orlando, negli ultimi anni ha assistito all'apertura di diverse attività commerciali che hanno deciso di abbandonare il centro, o le zone più a ridosso del centro storico, per andare ad insediarsi in un quartiere in cui le righe blu non sono ancora arrivate e in cui non si rischia di prendere la multa se ci si attarda nelle commissioni.

«In precedenza eravamo in viale dei Mille, mentre la nuova sede è aperta dal 2001. Personalmente non tornerei più indietro, perché da noi può arrivare ogni tipo di veicolo, anche quelli soggetti ai blocchi del traffico e, in più, durante le domeniche ecologiche noi siamo tranquilli, perché non rientriamo nell'area in cui vige il divieto di circolazione per i mezzi più inquinanti», spiega Giovanni Buratti, titolare del negozio Yamaha.

Basta fare qualche metro e si arriva davanti alla vetrina di un altro rivenditore di moto. «La scelta di trasferirci da via Fleming è stata positiva. Nella precedente sistemazione avevamo grossi problemi di parcheggio per i clienti», aggiunge Lino Allodi, titolare del negozio della Honda.

Ovvio, anche alla Crocetta non è tutto rose e fiori, e anche in questa porzione di città non mancano le attività commerciali che chiudono i battenti, come quel negozio di arredamenti a pochi metri dall'incrocio fra via Emilia Ovest e via Bernini. Ma l'apertura di nuovi spazi commerciali - non da ultimo l'Esselunga - viene considerato in modo positivo da parte di chi ha scelto la Crocetta per fare affari con il pubblico.

L'interminabile scia di auto e camion che percorrono via Emilia Ovest e la tangenziale Nord, al di là dei problemi di smog e traffico, è vista appunto con favore da chi vuole vendere. Non è un caso infatti se un negozio di arredamento per il bagno - come racconta il titolare, che però preferisce non comparire con nome e cognome - ha scelto di abbandonare il proprio spazio espositivo in pieno centro storico (si parla di borgo XX Marzo e poi di via XXII Luglio) per andare ad affacciarsi sulla tangenziale. E il motivo del trasferimento è sempre quello: i divieti alla circolazione e poi i varchi elettronici hanno reso difficile raggiungere il centro in auto.

Accanto ai punti vendita di grandi dimensioni continuano ad esistere piccole realtà commerciali di tipo artigianale, come la calzoleria, aperta da 18 anni nei pressi del capolinea del 3. «Qua non ho mai avuto problemi e poi ci sto bene, anche perché lavoro vicino al circolo Toscanini», racconta Alberto Piumi, 88 anni e tanta energia, mentre incolla la suola ad una delle decine di scarpe in attesa di essere «rinfrescate». «Questo mestiere sta scomparendo - confessa con in tono malinconico - però io continuo a lavorare». Alla faccia della tanto sbandierata «quota cento».

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