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TRAVERSETOLO

Il ciclista che fa rivivere Coppi

26 marzo 2019, 06:00

Il ciclista che fa rivivere Coppi

BIANCA MARIA SARTI

Un conto è leggere delle imprese storiche di Coppi e Bartali, tutt'altra cosa è, invece, riviverle con la stessa attrezzatura sportiva di allora. Il traversetolese Mauro Paradisi il prossimo giugno, a cavallo di una bici degli anni ‘40 con l'attrezzatura abiti dell'epoca, ripercorrerà la leggendaria tappa Cuneo-Pinerolo, a 70 anni esatti dalla storica impresa di Fausto Coppi, l'«uomo solo al comando» che, proprio grazie alla sua fuga in quella tappa, vinse il Giro d'Italia del 1949. A 100 anni dalla nascita di Coppi, si terrà una rievocazione storica riservata ai veri cultori della storia del ciclismo e, tra i tanti partecipanti, ci sarà anche un traversetolese. Mauro Paradisi ha 55 anni, originario di Parma vive a Traversetolo da 25 anni; è marito, papà e nella vita fa il meccanico nel settore degli imballaggi meccanici. La sua grande, incrollabile, passione è quella per gli sport “outdoor” «Quelli che ti fanno esplorare il mondo», come dice Mauro.

«A 24 anni giocavo a baseball a Parma – racconta Paradisi – poi ho scoperto la corsa e ho fatto una decina di maratone; poi sono passato alla canoa, con cui ho esplorato tanti corsi d'acqua anche all'estero». Da ultimo, una ventina di anni fa, è scoccato l'amore per la bici. «Vado spesso da solo sui nostri appennini - racconta -. Con un amico, Marco, ho partecipato anche ad alcuni circuiti come il Lazio Trial o l'Italy Divide, da Roma a Riva del Garda. Amo il piacere del viaggio lento, respirare i posti che vedo, gustarli. Ho visitato la Sardegna e le zone terremotate del centro Italia». Gli italiani sono pronti ad accogliere i cicloturisti? «Una volta a Bologna sono arrivato a un albergo infangato da capo a piedi e mi hanno accolto a braccia aperte. Nelle zone terremotate ho trovato grande sensibilità. Ci si sente come dei pellegrini. Anche in vacanza con la mia famiglia portiamo sempre con noi le bici». Mauro conosce bene la storia della bicicletta e ama recuperare bici storiche. Ne colleziona diverse: bici degli anni ‘10 o degli anni ‘20, persino un bellissimo tandem del 1927 della Peugeot, comprato con l'amico Marco. «La bici – spiega Mauro - è stata il primo mezzo di locomozione nel 1800, frutto di un'intuizione geniale: l'equilibrio. Ha consentito una vera e propria rivoluzione sociale». Dopo la prima bici d'epoca, acquistata ormai 10 anni fa, sono venute anche le gare di rievocazione: la Polverosa, l'Eroica (in Toscana e all'estero) fino alla Parigi-Rubaix con la maglia di lana ricamata e la bici degli anni ‘20. Ora si prepara a rivivere il mito di Coppi: «Gareggiare con bici d'epoca è più faticoso, ma che emozione».

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