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FOLLIA IN CAMPO

La condanna dei dirigenti: «I responsabili siano allontanati dallo sport»

26 marzo 2019, 06:02

La condanna dei dirigenti: «I responsabili siano allontanati dallo sport»

MARCO BERNARDINI

Ennesimo brutto episodio di violenza avvenuto domenica mattina durante la partita degli allievi interprovinciali 2003 tra i piacentini del Libertaspes e i bussetani del Junior Pallavicino, giocata in provincia di Piacenza e sospesa a dieci minuti dalla fine sul punteggio di 1 a 0 in favore dei padroni di casa. Prima il parapiglia tra i giocatori scaturito dai due pugni di un ragazzo della Libertaspes all’avversario del Pallavicino, trasportato in ambulanza al pronto soccorso di Piacenza (è stato dimesso nella stessa giornata a metà pomeriggio); poi, quando tutto sembrava tornare alla normalità, l’ingresso in campo di un genitore dei bussetani (non quello della vittima) e il suo tentativo, rimasto solo tale, di colpire a sua volta con un pugno l’aggressore, espulso dall’arbitro. Costretto a quel punto a interrompere anticipatamente il match. Nervoso già all’andata, ma nulla che lasciasse presagire il caos scoppiato al campo di Bosco dei Santi vicino a Mortizza, località a pochi chilometri da Piacenza.

Stando alla ricostruzione, ci sarebbe stato un contatto ravvicinato per difendere la palla diretta in rimessa laterale, poi il giocatore della Libertaspes avrebbe appoggiato la fronte sulla nuca di quello del Pallavicino che, già girato di spalle, si è limitato a spostarlo con la mano. Da lì alla violenza il passo è stato breve: il 16enne piacentino rifila due pugni da dietro in rapida successione al coetaneo calciatore dei verdiani, che finisce a terra riportando una forte contusione nella parte laterale del collo, con una prognosi di dieci giorni, condita da tanta paura ma fortunatamente nessuna frattura. Si scatena una rissa, sedata a fatica dalle due panchine, prima che l'intervento di un papà di sponda ospite (in due sono entrati incautamente sul terreno di gioco sfruttando il fatto che i cancelli fossero aperti) macchiasse definitivamente una triste giornata di sport.

Oltre all’ambulanza, qualcuno ha chiamato anche i carabinieri che, però, sono giunti sul posto quando al campo erano presenti in pochi. In merito all’accaduto indaga la questura che, dopo aver sentito entrambe le società, sta valutando il provvedimento di Daspo nei confronti del genitore coinvolto.

«Condanniamo assolutamente l’episodio – le parole del dg del Pallavicino, Michele Bianchi –. Al di là delle indagini della magistratura che faranno il loro corso, noi come società ci adopereremo affinché chi ha contribuito a fomentare gli animi stia il più lontano possibile dalla squadra e non la segua più. Il presidente della Libertaspes mi ha fatto i complimenti per il modo in cui i nostri allenatori e dirigenti accompagnatori hanno saputo gestire una situazione delicata. Cosa mi attendo dal giudice sportivo? Una sconfitta a tavolino per entrambe, abbiamo perso tutti».

Molto deluso il presidente della Libertaspes, Paolo Confalonieri, che potrebbe anche decidere di abbandonare il calcio. «Indipendentemente dalle decisioni del giudice sportivo – dice – con me il ragazzo responsabile dell'aggressione ha finito di giocare. Non farà più parte della nostra squadra, questo è sicuro. È inconcepibile anche che un genitore entri in campo a farsi giustizia da solo, sono profondamente amareggiato e mi sta passando la voglia di continuare l’attività. Non mi era mai capitato di vedere una cosa simile, siamo ormai arrivati al punto di non ritorno. Parliamo delle persone che più di altre dovrebbero dare il buon esempio e, invece, si comportano in maniera inqualificabile».

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