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il caso

Salvini: "Sì alla cittadinanza a Ramy, è come mio figlio". Di Maio: "L'ho convinto io"

26 marzo 2019, 20:07

Salvini:

"Sì alla cittadinanza a Ramy perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo paese, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio le leggi si possono superare". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a proposito del ragazzino che ha dato l'allarme ai carabinieri dal bus sequestrato a San Donato Milanese. «Nei giorni scorsi avevo inviato una lettera proprio ai ministeri competenti per chiedere loro di conferire la cittadinanza per meriti speciali al piccolo Ramy. Sono felice di aver convinto anche Salvini sulla cittadinanza a questo bambino. L’ho già detto: questo è un Paese che vale molto più della semplice indignazione», ha detto il vicepremier Luigi Di Maio. 

Cinque ragazzini della media Vailati domani al Viminale

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini incontrerà domani alle 13 al Viminale cinque ragazzini della scuola media Vailati di Crema, tra cui Ramy Shehata, e 12 carabinieri che hanno sventato l’attacco al bus a San Donato Milanese. Lo fa sapere il Viminale sottolineando che al termine dell’incontro ci sarà una conferenza stampa di Salvini.
Oltre a Ramy ci saranno Adam, che dopo aver nascosto il telefonino al terrorista, è riuscito a chiamare i Carabinieri, fornendo indicazioni utili; Aurora, che, presa in ostaggio, manteneva la calma e il sangue freddo; Fabio, che ha parlato con il terrorista, cercando di dissuaderlo e tranquillizzarlo; Nicolò, che si è offerto come ostaggio, dopo la richiesta del terrorista».