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A Frosinone

Il veleno nella coda: Parma affondato dal rigore più lungo

04 aprile 2019, 07:03

Il veleno nella coda: Parma affondato dal rigore più lungo

SANDRO PIOVANI

FROSINONE Il Parma torna da Frosinone con un ko difficile da raccontare. Fantascientifico. Un 3-2 sancito da un rigore in pieno recupero, dopo un intervento dei Var di quasi dieci minuti. Un Parma che ha lottato al massimo delle sue possibilità, della condizione del momento. Ma non è bastato. E ha ridato fiato ad un Frosinone che nelle quattordici gare interne precedenti non aveva mai vinto: cinque pari e nove ko. Ora serve recuperare energie nervose e fisiche. E fare punti. Brutta sconfitta davvero più per le conseguenze psicologiche che di classifica.

LE SCELTE

Molte le assenze, si sapeva. Roberto D’Aversa non ha cambiato però la filosofia del suo Parma, un 4-3-3 che la squadra conosce a memoria, pur con molte novità in campo. Senza Alves, Inglese e Gervinho oltre a Biabiany e con Strulac e Ceravolo in panchina ma a mezzo servizio, il tecnico crociato getta nella mischia giocatori che sino ad ora avevano giocato poco e solo scampoli di partita. Gazzola e Sierralta in difesa, Sprocati e Schiappacasse in attacco, con il ruolo di centravanti affidato proprio all’uruguaiano debuttante dal primo minuto. Solito sistema di gioco, interpreti diversi. Che hanno avuto solo due giorni per preparare questa sfida fondamentale.

Contro un Frosinone disperato, che ha cambiato molto rispetto all’ultima gara e si affida a Ciano in appoggio a Pinamonti e Trotta, novità di serata in avanti, in campo per la prima volta dall’inizio. Dunque, da una parte e dall’altra, molte novità, obbligate e non, per una gara che, dopo la vittoria dell’Empoli sul Napoli vale molto soprattutto per il Parma.

LA CRONACA

La prima vera occasione della partita è sulla testa di Trotta, che gira verso la porta di Sepe ma Gagliolo, sempre di testa, devia in angolo. E poco dopo Sierralta spende un fallo da giallo (trattenuta volontaria) per evitare un contropiede del Frosinone. Che passa al 13’: cross dalla sinistra, manca la palla Trotta non Pinamonti che gira a fil di palo. Frosinone in vantaggio.

E’ il decimo gol che segna il Frosinone allo stadio Stirpe, in questo campionato. E Ciano, al 17’, dà l’illusione del raddoppio con una punizione a giro che si appoggia sulla parte esterna della rete. Il Parma attacca, minuto 18: Gagliolo tira, Barillà in mischia devia fortunosamente (con la natica) e la palla entra in rete. Subito l’arbitro ferma per fuorigioco per una posizione dubbia del centrocampista crociata su segnalazione dell’assistente, poi c’è il Var.

Passano due minuti. Ed è gol: tutto regolare e 1-1. I ritmi sono lenti, nessuna occasione degna di questo nome. Nel taccuino qualche duro scontro, con un giallo dalle sfumature arancioni per Gazzola. In pieno recupero però esce il Frosinone: prima gran conclusione di Pinamonti parata da Sepe che nulla può sul gran tiro di Valzania che si infila all’incrocio dei pali. 2-1 Frosinone e squadre negli spogliatoi.

LA RIPRESA

D’Aversa prova a mescolare le poche carte che ha a disposizione: Sprocati va a fare il centravanti e Schiappacasse passa a sinistra. E Ceravolo, pur acciaccato, si scalda a bordo campo. Sette minuti e c’è lo cambio: fuori Schiappacasse, dentro Ceravolo. Salamon sbaglia il tap in per il 3-1 (minuto 10) e sul ribaltamento di fronte Sammarco stende Siligardi: rigore senza bisogno del Var. Nei piedi di Ceravolo c’è il 2-2: tiro potente sotto la traversa, è il minuto 13. Il Parma paradossalmente fatica soprattutto a centrocampo: Scozzarella spento, Barillà al rientro dopo oltre un mese e Kucka toccato duro.

Il tridente invece si muove di più: gran tiro di Sprocati e parata di Sportiello in angolo (17’). Dentro anche Gobbi, fuori Scozzarella. Barillà fa il play e Gobbi interno sinistro. Ceravolo invece gioca a tutto campo, recuperando e proponendosi. Entra Bastoni, fuori Gazzola. Piove forte e le due squadre gettano nella mischia le ultime energie. Gobbi orchestra un gran contropiede, Barillà conclude come può e Salamon salva sulla linea (38’). Entrano gli ex Chibsah e Ciofani. Tre minuti di reecupero, il Frosinone si butta nell’area del Parma. E accade l’incredibile: Gobbi stende Paganini che stava uscendo dall’area. E’ rigore. Si aspetta il Var. Ciofani va sul dischetto mentre il nervosismo sale alle stelle. Sepe si allontana dalla linea di porta. Minuti lunghissimi. Si guarda un possibile fuorigioco dello stesso Paganini. Minuto 58’: è rigore. Ciofani è sempre lì, Sepe torna in porta: 3-2. Incredibile. Veramente incredibile. Finisce qui: 3-2 per il Frosinone. Incredibile.

LE PAGELLE di PAOLO GROSSI

Parma

BARILLA' 6,5

Lotta con buona lena, segna fortunosamente e d’altra parte ieri c’era bisogno del supporto dei centrocampisti in fase offensiva. Nella ripresa fa l’esterno poi il centrale e sempre con mestiere e gamba.

SEPE 6

Nel primo tempo subisce due gol su cui poco poteva fare, le altre conclusioni avversarie sono fuori o sul legno. Poi solo ordinaria amministrazione fino al rigore.

GAZZOLA 5

Qualche bella iniziativa ma la differenza di passo con Beghetto, il suo dirimpettaio, si sente tutta e lo induce anche a un fallaccio. Nella ripresa si va spegnendo.

BASTONI sv

Nel finale forze fresche in difesa, al centro del trio.

SIERRALTA 5,5

Primo tempo balbettante, troppo spesso bruciato in area dalla maggior destrezza degli avversari. Meglio, come tutti gli altri, nella ripresa.

IACOPONI 5,5

E’ vero che la difesa non è stata molto protetta, ma lui che ormai era abituato a giocare in fascia s’è trovato abbastanza spesso a malpartito nella prima parte. Un po’ meglio nella seconda.

GAGLIOLO 6

Uno dei più combattivi. Certo, non è sempre lucido, ma ha messo in campo più verve dei compagni ed è stato determinante sul gol dell’1-1. Troppo nervoso nel finale.

KUCKA 6

Ieri era di gran lunga l’elemento di maggior classe in campo e lo ha dimostrato in diverse circostanze, Anche lui però ha pagato la maggior rapidità dei suoi avversari e in particolare di Valzania e anche un calo di fiato.

SCOZZARELLA 5

Assai meno lucido del solito. Si trova davanti un tridente inedito e non riesce mai a imbeccarlo in modo efficace. Finisce troppo presto le energie ed esce.

GOBBI 5

Chiamato a fare l’esterno nel 3-4-3 se la cava ma poi in un minuto prende un giallo e causa il rigore letale.

SPROCATI 5

Invisibile, ma non solo per colpa sua. Praticamente nel primo tempo ha giocato bassissimo per arginare Paganini e allora quei compiti li avrebbe meglio interpretati uno come Dimarco. Meglio con il nuovo assetto nella ripresa quando ha pensato più a offendere, ma ha gettato al vento un contropiede due contro uno da processo. Che alla fine pesa.

SCHIAPPACASSE 5

Impalpabile, non ha ancora nell’orecchio i tempi del gioco, i momenti in cui pressare, in cui temporeggiare o inserirsi. D’Aversa lo tiene in campo meno d un’ora. Acerbo.

CERAVOLO 6

Freddo sul rigore, è utilissimo nell’ultima mezz’ora, mentre i suoi compagni sono sulle ginocchia, per far ripartire la squadra.

SILIGARDI 6

Cerca di animare un po’ l’attacco mettendoci qualche guizzo e qualche buon tocco, fino a procurarsi con un bel «taglio fuori» in area il rigore del 2-2. Nell’ultima mezz’ora però ha finito la benzina.

All.D’AVERSA 5,5

Era in assoluta emergenza ma la formazione iniziale era sbagliata; troppo velleitaria in quanto la squadra in quelle condizioni non poteva permettersi tre attaccanti leggeri. Riassetta bene le cose nella ripresa passando al 3-4-3 e contando sulla duttilità di Barillà. Ma nel finale la squadra non ne aveva più. Ora c’è da recuperare energie mentali e psicologiche per evitare impensabili patemi nelle ultime settimane.

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