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«Cuore»? Palpitava per Guareschi

10 aprile 2019, 08:00

«Cuore»? Palpitava per Guareschi

EGIDIO BANDINI

Esattamente 25 anni fa, quando ancora Giovannino Guareschi, sebbene conosciuto e seguito da appassionati lettori, non aveva ancora suscitato l’interesse che lo vede attualmente al centro dell’attenzione in tutta Italia ma, soprattutto, non era ancora stato «sdoganato» da una certa parte della cultura conformista e, spesso, a senso unico, accadde un fatto che, sebbene oggi non desti alcuno scalpore, all’epoca fece notizia.

Il settimanale satirico di sinistra «Cuore», decise di pubblicare, in due «puntate» da allegare al giornale, il primo volume della serie «Don Camillo» di Giovannino Guareschi.

Lo stesso direttore di «Cuore», Michele Serra, scrisse la prefazione al «Mondo piccolo», talmente partecipata e suggestiva che, stando a ciò che affermò lo stesso Serra in un’intervista, «[…] per me Guareschi è quasi come Salgari. L’ho letto infatti nello stesso periodo e l’ho letto come un libro di avventure; Guareschi era un grandissimo raccontatore di storie, e di storie dense di trama: con un inizio una fine, colpi di scena, sorprese».

Nessun accenno a eventuali divergenze politiche con lo scrittore della Bassa, anzi, alla domanda diretta del perché un giornale di sinistra avesse deciso di pubblicare Guareschi, Michele Serra rispose semplicemente: «Posso solo dire che in venticinque anni siamo diventati tutti più intelligenti!».

Nella prefazione, Serra faceva riferimento a ciò che ritrovava come essenza nei racconti guareschiani, ovvero la «Bassa», la natura che, secondo lui, in «Mondo piccolo» era una presenza «[…] quasi divinizzata, che coinvolgeva tanto il prete quanto il sindaco comunista. Il fiume e la terra sono i parametri profondi dai quali sprigiona il senso di unità (nonostante l’antagonismo politico) dei personaggi».

Oltre a questo, per rispettare l’usanza di Guareschi che univa sempre ai racconti i disegni, venne scelto come illustratore Gian Alfonso Pacinotti, in arte GiPi, che con 26 tavole diede vita ad una delle serie più interessanti di interpretazioni per immagini delle favole di Guareschi.

GiPi è assolutamente unico nel panorama degli illustratori dei racconti di «Mondo piccolo», tutti naturalmente stranieri, dal momento che le edizioni italiane le ha illustrate lo stesso Giovannino: l’interpretazione che dà Pacinotti dei sentimenti, delle emozioni, dell’atmosfera che respirano i personaggi guareschiani è davvero straordinaria, al punto da non rendere possibile, salvo in pochi casi (del resto non rispondenti neppure sulle pagine del libro) riferire il disegno ad un particolare racconto.

Piuttosto, occorre considerare l’essenza delle immagini che GiPi disegna con lo sfondo di una pagina di block notes, metafore dell’armonia fra contrari che è il significato più profondo del «Mondo piccolo». Così troviamo un demonio che reca fra le braccia un angelo ferito, il Cristo che porge a don Camillo, salito sulla croce, la corona di spine oppure lo stesso Gesù, seduto al tavolo di un’osteria con Peppone. Differenze e concordia, sentire comune e opposizione ideologica, pietà e rivalità. GiPi sintetizza tutto ciò con la stessa maestria che Giovannino Guareschi mette nelle storie di questo piccolo, grande mondo senza vincitori né vinti, salvo l’affermazione della speranza e la voce della coscienza che mette in pace gli animi di tutti: di don Camillo crocifisso e di Peppone che alza il bicchiere come un nuovo apostolo di Gesù.

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