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PECULATO

Fa sparire 31mila euro, nuovi guai per l'ex dipendente di Equitalia Pirozzi

11 aprile 2019, 08:00

Fa sparire 31mila euro, nuovi guai per l'ex dipendente di Equitalia Pirozzi

Lui è Pio Pirozzi, ex agente di riscossione di Equitalia. Sei anni fa era finito nelle maglie dell'operazione «Stolen Tax», l'inchiesta che aveva scoperchiato un giro di mazzette per riuscire a sistemare i contenziosi tributari. Pirozzi, origini reggiane, insieme al faccendiere Luigi Tronci, era diventato una garanzia per alcuni imprenditori nei guai col Fisco. Tutti e due, accusati di concorso in concussione e corruzione, erano finiti per alcuni mesi ai domiciliari e nel 2014 avevano patteggiato. Ma ieri Pirozzi, 50 anni, è tornato davanti al giudice. Storia che riemerge dal passato e sempre legata al suo vecchio lavoro nella sede parmigiana di Equitalia. Peculato, questa volta l'accusa, perché tra il 2005 e il 2010, si sarebbe intascato 31.380 euro di cartelle esattoriali. Pirozzi, assistito dall'avvocato Federico De Belvis, ha scelto di patteggiare: 4 anni, la pena stabilita dal gup Alessandro Conti, in continuazione con i 2 anni patteggiati nel 2014. Ma niente carcere per l'ex ufficiale di riscossione. «Avendo anche già scontato cinque mesi ai domiciliari, come misura cautelare, ora chiederemo l'affidamento ai servizi sociali», spiega il difensore.

Era stato lo stesso piccolo imprenditore - un 59enne residente nel Parmense - a rivolgersi a Pirozzi. E soprattutto a fidarsi di lui. Troppi - forse - i pensieri per quelle cartelle esattoriali che continuavano ad arrivare per pensare che i suoi soldi potessero finire nelle tasche di Pirozzi invece che nelle casse di Equitalia. Così, nel giro di cinque anni, ha consegnato quel gruzzolo in contanti all'ex agente che, da parte sua, gli restituiva delle «ricevute provvisorie» intestate a volte a Seit Parma o a Parma Riscossione, in altre occasioni a Equitalia Parma o a Equitalia Parma Reggio. Un modo per far stare tranquillo l'imprenditore, ma in realtà carta straccia.

Eppure, per un po' di tempo l'imprenditore pensava di aver saldato i propri conti con il Fisco. Ma quando sono cominciati ad arrivare i solleciti per quei soldi, ha cominciato ad avere i primi dubbi. Così, contro Pirozzi sono state presentate sia la denuncia del contribuente beffato che del direttore generale di Equitalia centro. E ieri è arrivato il nuovo conto della giustizia.

Anche se, a dire il vero, ben più «spericolate» erano state le operazioni portate avanti da Pirozzi, insieme a Tronci, che lo fecero finire nell'inchiesta «Stolen Tax». Per esempio, i due, secondo l'accusa, avrebbero prospettato a un imprenditore parmigiano del settore informatico, con oltre 62.000 euro di cartelle esattoriali da pagare, il sistema per aggirare l'ostacolo. La soluzione? Una nuova società su cui trasferire il patrimonio sociale e poi da spostare all'estero. E quella volta, in cambio, Pirozzi e Tronci avrebbero intascato 36.000 euro, oltre alla promessa di averne altri 120mila.

G.Az.

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