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Lutto

L'addio a Francesco «Sabba» Balestrieri: aveva 41 anni

11 aprile 2019, 08:04

L'addio a Francesco «Sabba» Balestrieri: aveva 41 anni

MARA VAROLI

C'è chi ha postato «Hey Jude», chi una foto e chi un saluto: «Buon viaggio scooterista»...«ti porterò sempre con la voglia di scherzare». Ma anche: «Ciao Sabba, amico di tutti». I messaggi si rincorrono su facebook, dietro le note della canzone cantata da un giovanissimo Paul McCartney. Francesco Balestrieri non c'è più e forse il brano dei Beatles, il suo gruppo preferito, è il miglior modo per abbracciarlo. Ancora.

Quarantun'anni «impegnati», sempre al servizio di chi aveva bisogno. Prima di tutto con la cooperativa «Avalon» e poi nella vita di tutti i giorni: anche quando serviva un caffè al bar, sapeva ascoltare chi stava al di là del bancone.

Nato e cresciuto a Vigheffio, Francesco Balestrieri avrebbe compiuto 42 anni il prossimo ottobre. Amava l'Oltretorrente, il quartiere «resistente» nel quale aveva deciso di abitare per un periodo. Dopo il diploma al Rondani, aveva scelto il servizio civile alla cooperativa Avalon, nella quale era diventato consigliere. Fino alla meravigliosa avventura del «Mc Queen» di Gaione che in pochissimo tempo Francesco era riuscito a trasformare nel locale di riferimento per la musica di Parma: una tappa fissa per le band di casa nostra. Dopo la chiusura del Mc Queen, aveva lavorato come barista al Big Ben di via Bixio, il bar degli studenti all'angolo, ma la sua inclinazione era quella di aiutare le persone meno fortunate con l'Avalon. Anche quando non è stato bene, Francesco non riusciva a stare lontano da quelli che lui chiamava «i suoi ragazzi»: «Una persona molto attiva - ricorda l'amico Fabio Ghirardi -, appassionato di sport, calcio, tennis e naturalmente pallanuoto: ha giocato nella Coop Nord Emilia. Poi, c'erano i viaggi e l'amore per l'Irlanda e l'Inghilterra, senza dimenticare i Beatles: li aveva persino tatuati sul braccio. Una persona attenta ai problemi sociali e un amico vero sul quale contare, anche se avevi bisogno nel pieno della notte. Francesco non ha mai giudicato nessuno e ha vissuto la sua vita in modo giusto. Sono orgoglioso di lui e in questo momento mi piace pensare che ci siamo solo persi di vista».

E la Vespa? Il «Sabba» ha fondato insieme a Luca Notari il «The Souls scooter club» che raduna gli appassionati e il mondo della Lambretta, stile anni Cinquanta. «Lo abbiamo fondato nel 2005: un club di amici - spiega Notari -. In estate, andavamo ai raduni e a seguire i concerti soul e i deejay in giro per l'Italia con la vespa, mentre in inverno ci si spostava in auto. Da qualche anno a gennaio organizzavamo anche la festa musicale alla Corte di Giarola: l'Allnighter Ducale. E nel 2009 abbiamo aperto insieme il Mc Queen con musica di tutti i generi e la serata fissa al mese dedicata al club: una bella esperienza. Io e Francesco andavamo d'amore e d'accordo. C'eravamo conosciuti a Vigheffio, dove io lavoravo al bar. Abbiamo iniziato a giocare a calcio nella squadra della Fattoria: amici sempre. Diceva di aspettare il mio matrimonio per fare un bel casino. E ora - chiude Luca Notari - me lo immagino sulla sua Vespa, color crema e bordeaux».

«Francesco ha mosso i primi passi nell'Avalon con il servizio civile - dice il presidente Michele Franzoni - e nonostante la giovane età aveva intuito il valore di lavorare in un contesto sociale dove, al di fuori di una professionalità, il requisito più importante è la grande umanità: il primo strumento che ci permette di lavorare con persone che hanno svariati bisogni. E questa era una delle qualità di Francesco, che portava con sé la serenità, la stessa che sapeva trasmettere a persone con difficoltà, aiutandole a vivere meglio: una grande risorsa, la sua. Si è quindi fermato a collaborare con noi, dimostrando continuità e presenza, anche quando si è ammalato ha lavorato comunque: Francesco seguiva ragazzi con problemi di salute mentale, nel gruppo appartamento dell'Avalon e nell'avviamento al lavoro. Ha dato l'esempio di voglia di vivere e di capacità di superare gli ostacoli: non a caso venerdì quando è stato male era in Fattoria. Un segnale che lui ci ha lasciato: ha dedicato fino all'ultimo il suo tempo agli altri. Con coraggio».

I funerali si terranno domani alle ore 11.15 partendo dall’Ospedale Maggiore per la chiesa di Santa Maria del Rosario. Questa sera alle 20.30 sarà recitato il rosario. Un ultimo saluto, anche nelle parole dell'amico d'infanzia Francesco Paini: «Non voglio iniziare o finire con un ciao o con un arrivederci, ma voglio raccontarti cosa sei stato per noi. Te ne sei andato in un giorno in cui all'inizio c'era il sole, poi qualche raffica di vento, un piccolo temporale e poi ancora sole...un po' come il tuo carattere a volte burbero, ma sempre generoso, allegro e amante della vita. Ne abbiamo fatte tante di cose insieme, ma quanto ci siamo divertiti, non ci siamo fatti mancare nulla, abbiamo sempre vissuto questi 41 anni fianco a fianco, non solo con me ma con tutte le persone care che hai sempre avuto al tuo fianco. Ti ha portato via una malattia, bastarda, che in Italia e nel mondo non ha cure, ma non potrà mai portare via i nostri ricordi, i nostri sentimenti che sono impressi a fuoco nel nostro cuore e nella nostra memoria. Ti voglio ricordare e ringraziare per 41 anni di amicizia fantastica, mi lasci un vuoto incolmabile».

E conclude Paini: «Una menzione speciale da parte degli amici più stretti per i tuoi genitori che sono stati molto forti in questo momento difficile, abbracciandoli e dicendogli che devono essere fieri di aver avuto un figlio come te. Forever friends».

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