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Teatro Regio

E' Queen mania nel tempio della lirica

12 aprile 2019, 08:00

E' Queen mania nel tempio della lirica

PIERANGELO PETTENATI

Esiste un mondo senza barriere e senza confini; un mondo in cui tutti si capiscono e in cui, anche parlando lingue diverse, vanno d’accordo e in accordo; un mondo libero in cui poter essere sé stessi. È il mondo della musica. Anche se forse è un’utopia, ma negli anni ‘60 sembrava poter diventare realtà; questo messaggio è alla base di «We Will Rock You», il musical ispirato dalle canzoni dei Queen andato in scena ieri sera al Teatro Regio di Parma nell’ultima data di questa tournée 2018/19. L’originale è stato scritto nel 2002 da Ben Elton direttamente con Brian May e Roger Taylor, mentre questa produzione targata Barley Arts approdata a Parma è totalmente nuova a partire dagli attori cantanti Salvo Vinci (Galileo), Alessandra Ferrari (Scaramouche), Valentina Ferrari (Killer Queen), Paolo Barillari (Khashoggi), Claudio Zanelli (Britt), Loredana Fadda (Oz) e Massimiliano Colonna (Pop). Con loro i ballerini Flavio Tallini, Paolo Ciferri, Giammarco Capogna, Francesco Venezia, Beatrice Berdini, Jessica Falceri, Greta Disabato, Gloria Miele. La band era invece composta da Riccardo di Paola e Antonio Torella alle tastiere, Roberta Raschella e Federica Pellegrinelli alle chitarre, Alessandro Cassani al basso e Marco Parenti alla batteria. Regia di Tim Luscombe, scenografia di Colin Mayes e coreografie di Gail Richardson.2319: il pianeta Terra si chiama Pianeta Mall; in una società di stampo fascista con riferimenti a “1984”, dominata dalla Globalsoft Corporation (multinazionale che comanda su tutto), gli abitanti non sono cittadini o persone ma consumatori acritici. Nessuno compone musica, non ci sono strumenti musicali e la vita esiste solo se online. In questo futuro non così distante da oggi, un ragazzo (Galileo) ha dei flash che gli fanno ricordare brani di vecchie canzoni… da lui partirà la lotta contro la multinazionale e il ritorno della musica e quindi della libertà. È la musica ribelle. La semplice trama del musical si sviluppa però attraverso esaltanti momenti musicali nei quali le canzoni dei Queen emergono in tutta la loro forza e bellezza espressiva. Cantanti e ballerini in scena e musicisti dietro le scenografia interpretano con talento e passione ogni brano dell’opera, in un crescendo di emozioni e di applausi da parte di un Regio gremito. “I want to break free” è la canzone con la quale dichiara le proprie intenzioni. Nel suo percorso incontra Scaramouche, che è semplicemente alla ricerca di “Somebody to love”; insieme guideranno la rivolta dei bohemian, che obbedendo a una profezia sovvertiranno l’ordine costituito. In questo musical si ride, ci si diverte con le mille citazioni e soprattutto si pensa; il mondo delle immagini si sgretola davanti alla propria incostistenza e la musica riacquista il suo potere aggregativo, liberatorio, catartico. Le canzoni liberano i sogni, ma solo i sognatori sanno renderli reali. E nello strepitoso, coinvolgente finale con “We are the champion”, “Bohemian Rapsody” e “One vision”, il messaggio conclusivo è che “Il futuro non è scritto. Il futuro dipende da noi”

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