Sei in Archivio bozze

MIGRANTI

Cooperative di Parma divise sui tagli all'accoglienza

13 aprile 2019, 07:02

Cooperative di Parma divise sui tagli all'accoglienza

PIERLUIGI DALLAPINA

Capitolo accoglienza migranti: le cooperative sociali di Parma faticano, ma resistono. Mentre a Reggio Emilia le coop che aderiscono a Confcooperative hanno disertato il bando della prefettura (come ricorda Il Resto del Carlino) in polemica con le nuove regole del ministero dell'Interno che abbassano le quote erogate ogni giorno per migrante, passando da un massimo di 35 euro del vecchio bando agli attuali 21,35 euro, in città la situazione è critica, ma non drammatica.

Il taglio delle risorse ha creato preoccupazioni e malumori, anche se a differenza di Reggio il bando che mette a disposizione mille posti per l'accoglienza dei richiedenti asilo per i prossimi due anni nelle unità abitative sparse in tutta la provincia non è andato deserto. E a partecipare non sono state solo le associazioni che storicamente si occupano di accoglienza, ma anche alcune cooperative sociali che hanno proposto di gestire oltre 600 migranti.

«Abbiamo fatto una scelta di continuità e impegno. Per questo abbiamo partecipato al bando della prefettura candidandoci per la gestione di 535 posti», spiega Simone Strozzi, presidente della cooperativa sociale Svoltare, che attualmente accoglie 481 stranieri distribuiti fra Parma, Fontanellato, Fontevivo, San Secondo, Langhirano e Felino.

«Insieme ai nostri volontari abbiamo deciso di non tirarci indietro - prosegue - perché queste persone non sono numeri, ma uomini e donne spesso già inseriti in un percorso di integrazione che non può essere interrotto».

Un'altra coop sociale che ha deciso di non disertare il bando della prefettura, scaduto giovedì, è stata Biricc@, che fa parte del consorzio Codeal. «Abbiamo partecipato con due reti da cinquanta posti l'una. Lo abbiamo fatto perché per noi è sostenibile partecipare al bando e poi perché vogliamo evitare che persone già inserite in percorsi lavorativi vengano trasferite chissà dove», chiarisce Maria Vittoria Larini, responsabile del servizio accoglienza di Biricc@.

Tra le associazioni, chi ha deciso di andare avanti nonostante le nuove quote stabilite dal Viminale c'è la San Cristoforo di don Umberto Cocconi, che a tal proposito ricorda l'indispensabile aiuto dei volontari. «Abbiamo una trentina di volontari che garantiscono la gestione dei servizi di accoglienza - ribadisce -. Noi abbiamo partecipato al bando proponendo la gestione di cento persone che devono essere introdotte alla vita e alla cultura italiana, in modo da permettere loro di rispettare le regole».

Don Luigi Valentini, fondatore e guida della comunità di Betania, ricorda di aver ridotto da 50 a 18 i posti in gestione, perché «sull'impostazione del nuovo bando non ci troviamo». Anche se «l'obiettivo da garantire è sempre l'accoglienza in un'ottica di collaborazione con la prefettura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal