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Processo

L'avvocato della famiglia Cucchi difenderà Pesci

15 aprile 2019, 07:04

L'avvocato della famiglia Cucchi difenderà Pesci

Roberto Longoni

Mercoledì si aprirà il processo a Federico Pesci, e il primo colpo di scena lo si ha già fuori dall'aula. A difendere il 46enne accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate ai danni di una parmigiana di 21 anni sarà anche Fabio Anselmo, in aggiunta a Mario L'Insalata e Antonio Dimichele. Due sono i casi giudiziari che più di altri hanno portato il 61enne legale ferrarese alla ribalta della cronaca: quello legato a Federico Aldrovandi, il 18enne ferrarese deceduto durante un fermo di polizia nel 2005, e quello relativo alla morte del geometra romano Stefano Cucchi (dalla vicenda è stato tratto anche il film «Sulla mia pelle»), dopo l'arresto dei carabinieri nel 2009. In entrambi i casi, Anselmo era avvocato di parte civile, accanto alle famiglie che denunciavano violenze delle forze dell'ordine. Ora, invece, dovrà difendere l'imputato, ossia il principale accusato di quella presunta folle notte (per la quale è stato arrestato anche il 53enne pusher nigeriano Wilson Ndu Aniyem) a base di sesso sadomaso e cocaina nel luglio scorso, dopo la quale alla ragazza al Pronto soccorso furono diagnosticate lesioni guaribili in 45 giorni. Arrestato il 30 agosto, Pesci, ex imprenditore e commerciante molto noto in città, è titolare del Surf in Paradise, il negozio di abbigliamento in via Emilio Lepido. Da settembre è ai domiciliari: non nell'attico nel quale sarebbero avvenuti i fatti contestati, ma nell'abitazione dei genitori. Quello di Anselmo potrebbe apparire un radicale ribaltamento di posizioni rispetto alle «propensioni professionali». Ma per il legale ferrarese non è così. «Siamo in presenza di una violazione dei diritti umani. Questo - sostiene lui stesso - è un caso di negata giustizia. Inoltre, sono convinto che la vicenda non contempli un carnefice e una vittima. No: qui ci sono due vittime».

A contattare il legale è stato lo stesso Pesci. Sembra senza incontrare subito la disponibilità di Anselmo. «Di primo acchito non ho accettato l'incarico - prosegue l'avvocato -. I reati contestati sono odiosi, su questo non ci piove. E, d'accordo, chiunque ha il diritto di essere difeso, ma io fortunatamente, a questo punto della mia vita professionale, ho la possibilità di scegliere. Federico Pesci mi ha raccontato la sua storia. Mi ha detto: “È stato fatto un mostro di me e tutti i miei diritti sono stati calpestati”. Sono rimasto perplesso, non gli ho creduto fin dalle sue prime parole. Poi, mi sono confrontato con il collega Mario L'Insalata, che stimo e con il quale mi sono subito trovato in sintonia su molti punti. Infine, ho avuto la possibilità di valutare gli atti d'indagine, e in quelle pagine ho trovato riscontri alle parole di Pesci. A questo punto ho deciso di difenderlo. È il mio modestissimo parere, ma credo proprio che questa vicenda debba essere presa in considerazione».

Anselmo nutre ancora qualche speranza sulla possibilità di uscire dal tribunale con un patteggiamento. Ma la considera un'ipotesi remota: ancora più di quanto non fosse per L'Insalata e Dimichele che si videro respingere la proposta già in febbraio. Si trattava di ottenere una pena entro i due anni (e sospesa): troppo poco, se si tiene conto che al netto delle attenuanti il reato di violenza sessuale prevede condanne fino a 10 anni. Il gip bocciò l'ipotesi, dopo che anche il pm Andrea Bianchi titolare delle indagini aveva dato parere negativo. «È nostra intenzione chiedere il patteggiamento, anche se credo che verrà rigettato - prosegue Anselmo -. Ma vogliamo provarci, perché dal punto di vista umano eviterebbe molti passaggi dolorosi a tutte le persone coinvolte. Dal punto di vista professionale, invece, mi auguro che il processo venga celebrato».

Anselmo assicura di «non voler criminalizzare la vittima né di fare di Pesci una vittima. Vorrei solo che si analizzassero i fatti in modo obiettivo - sottolinea -. Viviamo in un momento molto difficile, nel quale si fa troppa leva sull'emotività. Sia ben chiaro, il problema della violenza di genere va affrontato, e con la maggiore fermezza possibile. Ma quando si parla di vicende giudiziarie, si deve avere molta attenzione a farsi condizionare dall'emotività. Ora stiamo ascoltando le intercettazioni. Tutte, una per una, e sono sempre più convinto di poter difendere Pesci».

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