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Sventata la truffa del codice Postamat

15 aprile 2019, 07:03

Sventata la truffa del codice Postamat

Margherita Portelli

Colpiscono anche a Parma i truffatori del finto vaglia postale. O, per lo meno, ci provano. Nei giorni scorsi una cittadina è stata vittima di un tentativo di truffa, a seguito di un annuncio che aveva pubblicato on-line per la vendita di un’automobile, ma, per fortuna, si è resa conto in tempo del tentato raggiro. La truffa, denunciata anche da un servizio di «Striscia la Notizia» qualche settimana fa, prende di mira gli utenti del vastissimo mercato dell’e-commerce, in particolare chi decide di vendere un qualsiasi bene in rete. Il finto acquirente contatta direttamente il venditore e si dimostra molto interessato all’acquisto. «Un uomo mi ha chiamata facendo qualche domanda sull’automobile, dicendo di essere un commerciante del settore della Valle D’Aosta – racconta la cittadina -. Ha provato a trattare timidamente sul prezzo e poi ha proposto di darmi un anticipo, per saldare il resto della cifra quando sarebbe venuto a Parma a prendere la macchina. Così si è fatto dare il mio Iban, mi ha chiesto che tipo di conto avessi, se bancario o postale, e mi ha detto che avrebbe bonificato l’anticipo».

A insospettire la donna, da subito, è stata la sbrigatività con cui l’interlocutore, dall’accento straniero, sembrava voler concludere l’affare, oltre al fatto che avesse proposto di dare un anticipo senza che gli fosse stato richiesto. «Ero comunque tranquilla perché, con il solo Iban, nessun malintenzionato avrebbe potuto sottrarmi del denaro dal conto» aggiunge. A far drizzare le antenne della parmigiana, da lì a poco, è stata una nuova telefonata del finto acquirente, nella quale diceva che avrebbe pagato l’anticipo con un vaglia postale, per il cui accredito sul conto sarebbe bastato recarsi a uno sportello Postamat: con il codice che lui le avrebbe comunicato, i soldi sarebbero stati accreditati immediatamente. A quel punto alla cittadina è bastata una ricerca online per capire che i vaglia postali non funzionano affatto in quel modo e rintracciare facilmente articoli che mettevano in guardia da truffe la cui dinamica era esattamente quella che si stava delineando.

«Dato che ero vicina ad un ufficio postale, sono entrata e ho spiegato la situazione: le impiegate mi hanno confermato che la procedura indicata dall’uomo non c’entrava nulla con i vaglia postali – spiega la donna -. Se avessi seguito le istruzioni del truffatore, probabilmente avrei accreditato la somma sul suo conto e non il contrario». Una volta ricontattato telefonicamente il delinquente per chiedergli spiegazioni, la donna si è sentita agganciare il telefono in faccia con una scusa e poi non è più riuscita a contattarlo. Tentativi di truffe di questo genere si sono verificati in diverse città del Paese e, di recente, anche Federconsumatori Parma ha fatto sapere di aver ricevuto numerose segnalazioni di questo raggiro.

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