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Parma

Un punto d'oro, Barillà il migliore

15 aprile 2019, 07:01

Un punto d'oro, Barillà il migliore

Da uno dei nostri inviati PAOLO GROSSI

REGGIO EMILIA Quest'anno abbiamo detto fin dall'inizio che avremmo mandato giù tutto pur di salvarci e restiamo fedeli alla linea. Partite come quella di ieri però mettono a dura prova lo «stomaco calcistico». Diamo pure al Parma tutte le attenuanti possibili e immaginabili: dalle tante e pesanti assenze alla tensione per una classifica che si complica, alle condizioni imperfette di chi ha giocato stringendo i denti. Alla fine resta una partita piccola piccola che però frutta un punto fondamentale nella classifica e nel morale. Partita piccola per via del 26% di possesso palla, dei tre tiri (nello specchio solo il rigore sbagliato) verso la porta contro 16, delle poche e confuse idee in fase offensiva. Il solo flash in campo l'ha prodotto il contropiede di Barillà che ha portato al penalty poi fallito da Ceravolo. Una chance che nel girone di andata, quando tutto girava al meglio, probabilmente avrebbe innescato una vittoria e che adesso invece è finita alle ortiche.

RIECCO IL 4-3-3

Complici i tanti infortuni D'Aversa aveva schierato una squadra con dieci italiani in campo, record stagionale in serie A. Il suo collega De Zerbi, che ha ben altra rosa per le mani, lascia in panchina l'acciaccato Babacar, Duncan e anche Rogerio. Il centravanti è Matri.

Giusto il tempo di annotare che le squadre si schierano entrambe con il 4-3-3 (nel Parma è Kucka l'esterno alto a sinistra) che il Sassuolo va in vantaggio: in area si crea una mischia dopo che Sepe non ha trattenuto un traversone teso di Locatelli ed è Matri a deviare in porta di testa un tiro di Ferrari ma, dopo il silent check con il Var Chiffi, l'arbitro Piccinini annulla per un fuorigioco. Matri era a terra, alle spalle di Sepe e proprio con la testa che ha colpito la palla era in off side.

Kucka sulla sinistra ha come prima mansione quella di seguire le orme di Lirola, arrembante terzino destro su cui i neroverdi appoggiano molte offensive. Una bella manovra corale del Sassuolo al 14' smarca al tiro da ottima posizione Boga, che però centra Sepe. I padroni di casa esercitano un possesso palla prolungato ma abbastanza accademico alla ricerca un po' stanca degli spazi per far male. Il Parma però fa una maledetta fatica a imbastire qualche ripartenza «potabile». Alla mezz'ora un cross da destra trova Boga tutto libero dalla parte opposta. Il 21enne ivoriano calcia a giro e manda la palla a baciare la base del palo alla sinistra di Sepe. Il Parma è inguardabile, il Sassuolo più in palla ma spuntato.

CHANCE IN FUMO

Eppure al 36' Barillà fa un miracolo: ruba palla al limite della sua area e riparte. Il contropiede passa da Siligardi e Scozzarella poi la palla cade al centro dell'area dove Barillà di fa trovare puntuale ma viene falciato da Bourabia. L'arbitro fa correre tra le proteste dei crociati, ma adesso c'è la Var. Piccinini è richiamato a visionare il video e assegna il penalty. Calcia, male, Ceravolo, e Consigli si distende e respinge.

Il Parma getta così alle ortiche l'occasione che gli avrebbe dato un immeritato ma preziosissimo vantaggio. All'intervallo, dopo 6' di recupero, si va sullo 0-0. Siligardi, toccato duro, si ferma e riecco in campo Gervinho.

Si apre la ripresa con un miracolo di Sepe che respinge un colpo di testa da due passi di Peluso servito da una torre di Demiral. Ora la difesa crociata è in pratica a cinque perché Rigoni segue a uomo Locatelli il quale si incunea sempre tra Boga e Matri. Ancora Sepe decisivo al 12': prima respinge corto un cross di Bourabia, poi trova un altro grande riflesso sul tap in di Berardi dal disco del rigore.

Il Parma non esiste e Ferrari di testa sfiora il gol, evitato solo da una provvidenziale deviazione di Gagliolo. A 12' dal termine fuori Ceravolo, dentro Bastoni, e vai con il 5-3-2 che mette la sordina agli avversari nei minuti finali permettendo di arrivare in porto sullo 0-0.

CONVALESCENZA

Se il Parma di questi tempi è la più italiana delle squadre è anche perché è quella che più assomiglia a una formazione di serie B. il campionato dove giocava l'anno scorso e da dove si è portato dietro sette dei titolari di ieri, a cui si aggiungono Sepe, Kucka, Rigoni e Dimarco. Indro Montanelli nel '76 invitò i suoi lettori a turarsi il naso e votare Dc per arginare il pericolo comunista. Ecco, noi quest'anno partite come questa le archiviamo turandoci il naso, ben sapendo che fanno parte di un processo quasi «naturale» per questo club. Salviamoci, poi ne riparleremo.

Le pagelle di Paolo Grossi

IL MIGLIORE BARILLÀ 7

Se Ceravolo avesse segnato il rigore avrebbe monetizzato la sua straordinaria azione di rottura e ripartenza con cui aveva perforato il Sassolo. E' stato il più continuo e combattivo, un trascinatore che però ieri ha avuto poco seguito. Insomma, continua ogni volta di più a stupire chi temeva che la serie A gli andasse larga...

SEPE 6,5

Parte male con un errore che solo grazie alla Var non costa lo svantaggio. Poi rimedia alla grande con tre ottimi interventi, anche se pure nella ripresa respinge malamente un pallone e rischia un altro patatrac. È anche vero che il terreno era insidioso.

GAZZOLA 5,5

Soprattutto nel primo tempo Boga gli ha fatto vedere i sorci verdi. Lui ci mette mestiere e senso della posizione ma un avversario sgusciante con quel Locatelli che si sovrapponeva all'interno è sempre un brutto cliente.

IACOPONI 6,5

Anche per lui un primo tempo trascorso ballando, molto meglio nella ripresa quando effettua anche un miracoloso salvataggio, sotto porta, su Matri. E' cresciuto in ordine e veemenza.

GAGLIOLO 6

Più nervoso e affannato del solito, sfrutta sempre comunque la verve fisica per cercare di imbavagliare gli avversari. I quali però trovano spesso spazio tra lui e Dimarco.

DIMARCO 5,5

Si applica con attenzione perché il ruolo di terzino di una linea a quattro richiede una fase difensiva senza falle. Lirola è una brutta bestia, Kucka lo aiuta come può e lui qualche volta concede troppo spazi. Dove manca però è nell'appoggiare la manovra in fase d'attacco. Ricordiamo un tiro da fuori e poco altro.

RIGONI 5,5

Esce per infortunio nella ripresa ma la sua è stata una gara sofferta anche prima. L'intraprendenza del suo dirimpettaio Locatelli lo costringe spesso ad allinearsi con i difensori: di ripartire neanche a parlarne e la squadra s'è schiacciata.

SPROCATI 5,5

Gioca uno scampolo e prova a pungere ma senza costrutto.

SCOZZARELLA 6,5

Nonostante il terreno viscido sulla carta non lo avvantaggiasse è stato invece tra i migliori soprattutto per la tenacia nella fase difensiva. Ha chiuso corridoi, raddoppiato, contrastato. Ha anche cercato di innescare i compagni sui piazzati, ma ieri mancavano troppe torri per pensare di incidere.

SILIGARDI 5

Esce, anche lui per infortunio, nell'intervallo, dopo un primo tempo giocato con poco nerbo e senza la proprietà tecnica che altre volte ha messo al servizio della squadra. Peluso non lo ha mai sofferto.

GERVINHO 5

Un rientro atteso come quello del Salvatore ma ieri nei 45' che ha giocato è stato più che altro un fantasma. Sempre anticipato e stranamente generoso nel cercare i compagni, sintomo che probabilmente non si sente ancora al top sul piano dello spunto fisico.

CERAVOLO 4,5

Più che il rigore sbagliato, cosa che può succedere, pesano a nostro avviso i cinque fuorigioco in cui è andato a finire e i tanti palloni che ha giocato con approssimazione. Certo, in settimana ha avuto mal di schiena e certamente non è al top, ma prestazioni come quella di ieri zavorrano la squadra.

BASTONI sv

KUCKA 5

Giocava nel tridente, nominalmente, ma in fase offensiva non si è mai visto. Doveva cercare di fermare, o almeno rallentare, il treno-Lirola, e non è stato un gran casellante. Nella ripresa è parso anche calare fisicamente.

All. D'AVERSA 6

Anche ieri ha portato a casa il risultato con una squadra che ha virtualmente abdicato a ogni idea di gioco offensivo. Punto su punto si avvicina al traguardo di salvare una formazione di B promossa in A con l'aggiunta qualche ritocco di mercato venuto meno nelle ultime settimane. Il come può non divertire, ma la sostanza è tanta.

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