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Il rogo di Notre-Dame

I parmigiani a Parigi: «Che tristezza. Ancora non ci crediamo»

17 aprile 2019, 07:01

I parmigiani a Parigi: «Che tristezza. Ancora non ci crediamo»

MONICA TIEZZI

Il rogo di Parigi visto dai parmigiani che abitano nella capitale francese: incredulità, tristezza, emozione .

Si commuove Isabella Chiari, guida turistica a Parigi da vent'anni, parlando del rogo di Notre-Dame. La voce si spezza: «Mi scusi, siamo disperati. Ieri mattina ho fatto il mio ultimo tour nella cattedrale. Oggi sono qui davanti con alcuni clienti ed è la prima volta che “salto” questa tappa. È come se, dall'oggi al domani, a Parma sparissero Duomo e Battistero».

Isabella ha saputo del rogo da un Whatsapp di alcuni colleghi. Ha pensato subito ad una fake news: «Non dite fesserie», ha scritto quasi scherzando. «Invece era tutto vero. Ho assistito tremando alla diretta tv. Un edificio che resisteva da 850 anni, che neanche le guerre ed Hitler avevano abbattuto, e che non appartiene solo alla Francia ma alla cultura europea. Pensi che la struttura lignea del tetto crollato era fatta di travi di alberi interi del 1.200: 21 ettari di tronchi, una vera foresta. E meno male che non è venuta giù la campana principale di 14 tonnellate, sarebbe potuta essere una strage. Tutte le altre campane di Parigi, invece, hanno suonato all'unisono mentre si consumava il rogo».

Ha saputo dell'incendio da una telefonata dall'Italia Virginia Grossi, 24 anni, studentessa di arte alla Normale di Pisa e da due mesi a Parigi in Erasmus all'Ecole Nationale des Chartes per specializzarsi proprio in architettura medievale. «Quando da Parma ho ricevuto la telefonata che mi avvertiva, non ci ho pensato due volte e lunedì sera sono andata a vedere di persona. Una scena sconcertante: pensavo ai tesori dentro la cattedrale, le vetrate, l'abside piena di sculture. C'era una folla di curiosi ammutoliti anche sulla Senna e sul Lungosenna. Poi il coro della cattedrale ha iniziato a cantare l'Ave Maria: si sono uniti alcuni fedeli, passanti e anche dei bambini. Una scena toccante».

Non ha voluto invece assistere al disastro il basso Roberto Tagliavini, a Parigi per 15 recite della Carmen. «Proprio ieri mattina (lunedì per chi legge, giorno del rogo, ndr) avevo fatto una passeggiata passando anche davanti a Notre-Dame: alberi fioriti, un bel sole e la bellezza dell'architettura gotica. Ho pensato: che meraviglia. Per questo quando ho saputo dell'incendio ho evitato di andare a vedere le macerie, mi avrebbero messo tristezza - dice - Mi sono limitato a scattare una foto dalla finestra del mio appartamento della colonna di fumo e del sole oscurato, che ho poi postato su Facebook».

«Impressionante, e molto triste - commenta Elena Bertoncini, che da 16 anni vive a Montmartre, dove lavora come grafica - Notre-Dame è un'istituzione, fa parte del paesaggio cittadino: il monumento più bello di Francia. Sono sconvolti i parigini ma anche tanti parmigiani che ieri mi hanno inondato di messaggi».

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