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Inchiesta

Aree cani: le regole dividono i proprietari

20 aprile 2019, 07:00

Aree cani: le regole dividono i proprietari

Luca Molinari

Parmigiani divisi sulle nuove regole per l'utilizzo delle aree cani. Uno dei punti più discussi del nuovo disciplinare - approvato nei giorni scorsi dalla Giunta comunale - è quello sui tempi di permanenza: non si può restare in un'area più di venti minuti se ci sono cani in attesa di entrare. Per alcuni si tratta di una regola di buon senso, altri invece trovano ingiusto limitare i tempi di utilizzo. «E' giusto regolamentare l'accesso – afferma Daniele Gradella, padrone di “Thor” – perché quando ci sono troppi cani la situazione rischia di diventare ingestibile. Sono però convinto che, anziché prevedere nuove regole, basterebbe soltanto un po' di buon senso da parte di tutti».

E' di tutt'altro avviso Maria Pia Foschi, che si occupa di «Bubi». «Per chi a casa non ha un giardino venti minuti sono troppo pochi – osserva –. Bisogna allungare i tempi o aumentare le aree cani. Un cane che rimane chiuso tutto il giorno in appartamento deve avere almeno un'ora per poter muoversi liberamente». Per Iole Donnini è sufficiente affidarsi al buonsenso. «Mi sembra assurdo che si debba mettere il disco orario quando si entra nell'area cani – dichiara –. E' ovvio che se c'è pieno torno in un altro momento, non dovrebbe essere necessaria una regola scritta per capirlo».

Francesca Longo e «Zeus» non sono dei frequentatori abituali delle aree cani.

«E' un cane di grossa taglia e gli spazi delle aree cani sono piuttosto ridotti – sottolinea –. Più che nuove regole servirebbe maggiore buonsenso da parte dei frequentatori». «In linea di principio è giusto regolamentare i tempi di accesso quando ci sono tanti cani – aggiunge Maria Virginia Drisaldi, mentre passeggia con il suo cane “Sofia” –. Spesso infatti i padroni sono distratti e i cani iniziano a litigare». La pensa diversamente Margherita Di Bacco, a passeggio con «Cooper». «Il vero problema sono le dimensioni delle aree cani – commenta –. Soprattutto chi possiede cani di grossa taglia è penalizzato. Se ci fosse più spazio non ci sarebbero problemi sui tempi di permanenza». Secondo Guelfo Sollazzi il primo problema da risolvere «sono i bocconi avvelenati». «É questa la vera emergenza – aggiunge –. Sono invece contrario al porre limiti temporali a chi si trova nelle aree cani. Non lo trovo corretto». Bisogna garantire una giusta rotazione secondo Jessica Faè e Stefania Gigliotti. «Alcuni cani non vanno d'accordo – spiegano –. É giusto che, quando ci sono diversi cani nell'area, si faccia a turno». Infine, Paola Rossi concorda sulla «necessità di stabilire dei tempi di permanenza». Nel disciplinare appena approvato si sottolinea infine che «gli istituti di polizia e le guardie zoofile possono svolgere controlli ed ispezioni all'interno dell'area di sgambamento, nonché applicare sanzioni e accertamenti oltre che per la materia concernente il benessere animale con i relativi obblighi di legge, anche per violazioni in merito alla gestione dei rifiuti e per la pulizia ed il decoro».

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