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SPETTACOLI

Mike Lennon, il principe dell'asian rap viene da Parma

20 aprile 2019, 07:01

Mike Lennon, il principe dell'asian rap viene da Parma

MARGHERITA PORTELLI

Fino allo scorso anno lavorava in un'edicola di strada Garibaldi e consegnava i giornali. Oggi, ai giornali, rilascia lunghe interviste (o come direbbe lui, «intelviste»). Ha 23 anni, un nome d'arte ambizioso e un immaginario infinito di luoghi comuni da saccheggiare per i suoi ironici testi. Mike Lennon, che è alla guida di un nuovo movimento musicale, l'asian rap, ha origini vietnamite ma è nato a Parma. All'anagrafe Duc Loc Michael Vuong, Mike dopo la scuola si è trasferito a Milano per studiare design al Politecnico e da lì si sta facendo conoscere sulla scena musicale nazionale.

Nei giorni scorsi è uscito il suo Ep di debutto, «Asian», per la storica etichetta indipendente Carosello Records, il 25 maggio debutterà live al «Mi Ami Festival» di Milano e ha già all'attivo collaborazioni di un certo spessore, da Gué Pequeno a 2nd Roof, fino a Emis Killa. Chiacchierare con lui è uno spasso, dato che per prestar fede al suo personaggio e al suo messaggio - l'estremizzazione ironica degli stereotipi sugli orientali - parla dall'inizio alla fine pronunciando la «elle» al posto della «erre», così come fa nelle sue canzoni, i cui video sono già cliccatissimi sul web. Mike descrive con sarcasmo quello che è lo stereotipo dell'asiatico percepito normalmente dalla comunità occidentale, rendendo quello che da piccolo era per lui motivo di derisione un aspetto chiave del suo progetto, sia a livello visivo che sonoro. D'altra parte, noi italiani «pizza e mandolino» dovremmo saperne qualcosa e quanto meno solidarizzare con quelli che pensano solo a «lavolale» e mangiano solo «spaghetti di liso».

Mike è nato a Parma nel 1995. Suo padre era arrivato in Italia come rifugiato politico negli anni ‘60, la madre era emigrata per motivi di studio salvo poi, una volta qui, ripartire da zero come operaia, per arrivare, oggi, a lavorare come business manager in una grande azienda del territorio. In città Mike ha frequentato il «Maria Luigia» e poi il liceo scientifico «Ulivi»; mentre studiava ha sempre cercato di mantenersi con vari lavoretti, tra cui quello in edicola. «I Beatles sono stati il mio primo amore – spiega Lennon, che, guarda caso, è nato lo stesso giorno del ben più noto John -. Mi sono appassionato alla musica e al rap, e tutto è iniziato nella mia cameretta, con un microfono che mi aveva regalato mio padre. Dopo la separazione dei miei, mia mamma si è risposata con Giorgio Patrizi, per 15 anni insegnante al “Toschi”, ed è stato proprio grazie a lui se ho avuto la possibilità di allestire in un piccolo garage il mio primo studio di registrazione e dedicarmi così alla mia passione».

I legami con Parma, la sua città, sono numerosi: alcune tracce dell'album «Asian» («Aligatò», «Settimo cielo», «Shumai», «Lavolale») sono infatti prodotte dal parmigiano Renzo Stone (Lorenzo Buso), mentre il fonico di Mike è Alessio Buso, fratello del producer. Il messaggio di Mike è chiaro. «Vorrei non ci si fermasse all'apparenza – spiega -. Il popolo asiatico non è solo merce contraffatta e sushi. Siamo tutti cittadini del mondo, viviamo sotto lo stesso cielo e così ho deciso di provare a rispondere in maniera ironica agli stereotipi». Contro i cliché, come il ghanese-parmigiano re dello swag Bello Figo. «Facciamo cose molto diverse, ma ho stima di lui e del suo lavoro» dice Mike Lennon, che, sulla vittoria sanremese di Mahmood (che fra pochi giorni sarà in piazza a Parma e che come lui è nato in Italia) aggiunge: «La sua vittoria è un segnale positivo, è l'occasione per capire che il mondo sta cambiando, anche a livello artistico».

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