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PREVIDENZA

Tagli alle pensioni. È scontro fra Pizzarotti e i 5 Stelle

21 aprile 2019, 07:00

Tagli alle pensioni. È scontro fra Pizzarotti e i 5 Stelle

I tagli alle pensioni per 28mila parmigiani denunciati dalla Cisl fanno litigare a distanza il sindaco Federico Pizzarotti con il deputato dei 5 Stelle, Davide Zanichelli. Il primo accusa il Governo di «abolire la crescita», mentre il secondo replica che non si tratta di tagli ma di «rimodulazione degli adeguamenti dell'indicizzazione».

La prima mossa è quella di Pizzarotti. «Eccolo il conto salato del populismo di Lega e 5 Stelle. Salvini e Di Maio dovevano abolire la povertà, invece aboliscono la crescita. In un anno di Governo, come dicono loro, il vento è cambiato ma in peggio», sostiene il sindaco, citando i «tagli agli investimenti sulle periferie delle città, alle pensioni medie, ai Comuni, al trasporto pubblico», oltre al «probabile aumento dell'Iva» e alla «recessione economica».

Daranno la colpa al Nuovo Ordine Mondiale, potete giurarci. Invece la verità è meno fantasy: non sanno quel che fanno, o peggio, fanno solo azioni elettorali, ipotecando il futuro degli Italiani non meglio di chi li ha preceduti - tuona Pizzarotti -. Serve un'Italia forte in un'Europa unita, non un'Italia debole in un'Europa divisa».

All'attacco, molto duro, del sindaco, è seguita la replica del deputato dei 5 Stelle, Davide Zanichelli. «Quello di cui si sta parlando non è di un taglio, ma di una rimodulazione degli adeguamenti dell'indicizzazione delle pensioni. La Cisl dovrebbe sapere che, senza l'intervento della legge di Bilancio del Governo del cambiamento, le pensioni fino a 2.000 euro al mese (4 volte il minimo) avrebbero avuto adeguamenti peggiori». Zanichelli sostiene - punzecchiando la Cisl - che «le rivalutazioni degli anni precedenti avevano schemi ancora peggiori, ma non ricordo analoghe sollevazioni da parte dei sindacati».

«Se infatti le rivalutazioni sotto ai 1.521 euro non sono state toccate per nulla, le rivalutazioni della fascia tra 1.521 e 2.030 sono state riviste addirittura al rialzo (fino a 4 volte il minimo). Nella fascia superiore ai 2.000 euro al mese, la pensione sarà aumentata di 20,31 euro anziché di 21,9», puntualizza il deputato.

In sostanza, assicura Zanichelli, «il vero intervento va a intaccare sostanzialmente solo le rivalutazioni per le pensioni più elevate. Quindi tutte le pensioni contributive si sono alzate nel 2019, ma quelle più alte si sono alzate di meno».

Zanichelli assicura che «questo intervento è stato fatto per riportare equità nei trattamenti previdenziali», prima di entrare nel dettaglio della situazione locale. «Le pensioni minime di migliaia di anziani della provincia di Parma si sono alzate a 780 euro».

Il deputato cita poi i tagli agli stipendi della cosiddetta casta. «Il taglio dei vitalizi dei parlamentari ha portato un risparmio dell'erario di 200 milioni, che si somma ai 150 milioni risparmiati dall'obbligo alle regioni del taglio anche per i consiglieri regionali. In più, Roberto Fico ha tagliato anche le pensioni d'oro degli ex-dipendenti della Camera non coperte da contributi. Per altri 20 milioni di euro risparmiati».

r.c.

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