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serie A

Un bel Parma ferma il Milan

21 aprile 2019, 07:00

Un bel Parma ferma il Milan

PAOLO GROSSI

Ancor più che contro il Torino la gente di Parma ieri dopo un pareggio ha lasciato lo stadio con in bocca la sensazione dolce della vittoria. E se là era lo stato di emergenza e la necessità impellente di muovere la classifica a rendere felici i tifosi per il punticino, ieri è stata la super partita dei crociati, che hanno tenuto testa dall'inizio alla fine a un Milan presentatosi al Tardini quarto in classifica. Un Parma che D'Aversa ha schierato con il 5-3-2 in fase difensiva mentre Gazzola che si alzava lo trasformava in un 4-3-3 (o 4-4-2) in possesso della palla. Se tante volte a fare punti questa squadra era arrivata rinunciando al gioco, ieri invece ha giocato eccome.

E la sconfitta che si stava profilando (Alves ha pareggiato all'86') sarebbe stata una somma ingiustizia, un po' come quella dell'andata, E invece così Parma sorride.

BEL PARMA

Pronti via e Kucka rifila un calcione (non sanzionato) a Bakayoko, che tentenna un po' fuori campo poi rientra. Il giallo che Valeri non estrae lo sconta subito dopo a Romagnoli che ferma con un fallo Gervinho al limite dell'area. Sui rinvii dal fondo di Sepe i rossoneri avanzano a «marcare» gli appoggi ma il Parma ricorre a una soluzione efficace: il portiere infatti calcia lungo a destra dove Gazzola e Kucka di testa sovrastano Rodriguez. Al 12' in ripartenza Gervinho serve Ceravolo che in velocità viene fermato da Donnarumma in uscita: il portiere prende palla e gambe, per la squadra arbitrale è tutto ok. Al 18' applausi a scena aperta: Kucka serve Gazzola a destra e sul suo cross a centro area rovescia splendidamente con palla fuori non di molto. Nel Milan Suso e Borini stanno larghi sulle fasce per cercare le condizioni adatte agli inserimenti di Kessie e Calhanoglu ma anche ai tagli di Piatek. Con i cinque difensori però il Parma si contrappone efficacemente e quindi si gioca su duelli individuali e sull'attesa dell'errore altrui. In questa fase Gervinho e Ceravolo stanno ben attenti ad abbassarsi sotto la linea della palla quando il Milan riparte: la densità aiuta la fase difensiva ma centralmente la squadra concede un po' troppo campo invitando i rossoneri al tiro dal limite, per fortuna senza grandi pericoli. Sul quarto corner per i crociati arriva la più ghiotta chance del primo tempo: Ceravolo spizza di testa la parabola tagliata di Scozzarella, Donnarumma vola a deviare e Gervinho dall'altra parte alza la mira in girata. Si chiude in bianco un primo tempo equilibrato in cui però la partita l'ha fatta più il Parma del Milan. I crociati escono tra gli applausi, il Milan non s'è mai reso pericoloso ma è chiaro che, sulla carta, con la panchina che si ritrova Gattuso alla distanza la fatica potrebbe incidere meno sui rossoneri.

BOTTA E RISPOSTA

Nella ripresa Suso si mette a fare il trequartista lasciando l'out destro libero per Conti e Kessie. Lo spagnolo va insomma a cercare spazi per scompaginare le linee di difesa del Parma. Il Milan sembra prendere campo e alza un po' il baricentro. Al 13' Gattuso cambia: fuori Bakayoko dentro Cutrone e 3-4-1-2: Rodriguez è il terzo centrale, Conti e Borini i cursori. Al 20' si fa male Gervinho che atterra sul piede di Rodriguez e si storce la caviglia destra. Per rendere ancora più offensiva la sua squadra Gattuso inserisce anche Castillejo. E la mossa è vincente perché è proprio lui a infilare di testa Sepe, al 24', su cross teso di Suso da destra. D'Aversa allora gioca la carta-Siligardi, per Dimarco, e passa al 4-3-3. E per poco non è vincente anche questa mossa visto che al 32' è proprio Siligardi, servito da Scozzarella, ad aggirare Donnarumma e a vedersi negare il gol dal palo e dallo stinco di Zapata. Ci prova anche Kucka ma il suo tiro è alto. Al 41' il meritato pareggio: Biglia perde palla, il subentrato Sprocati prende un fallo da Borini al limite e Alves è perfetto nello scavalcare la barriera e insaccare con Donnarumma statua di sale.

L'ABBRIVIO

Esplode di gioia la parte gialloblù dello stadio (i milanisti erano davvero tanti comunque): il punto è strameritato. Bisogna rendere omaggio a un gruppo che ha saputo dimostrarsi da serie A anche nella capacità di esprimere gioco, aspetto sotto il quale permanevano leciti dubbi. E invece nel suo percorso ieri la squadra ha toccato un punto molto alto per personalità e capacità di stare in campo. Ora manca l'ultimo colpo di reni sotto il traguardo, un traguardo, pensando a dove sono le altre neopromosse Frosinone e Empoli, eccezionale.

LE PAGELLE DEL PARMA DI PAOLO GROSSI

IL MIGLIORE

KUCKA 7,5

Ha corso come un matto (solo Borini ha fatto più strada di lui), recuperato sette palloni, contrastato, vinto duelli aerei e si è incaricato di circoscrivere Bakayoko. Fosse entrata anche la rovesciata... Una partita di eccezionale spessore, che è servita a trascinare la squadra contro una formazione assai più forte e ha contribuito a cancellare il gap.

SEPE 6

E' un voto politico perché le parate che ha fatto erano «gnocche», di vere uscite non c'è stato bisogno. Resta qualche buon rilancio e poco altro.

GAZZOLA 7

Ieri ha giocato forse la miglior partita in maglia crociata. Attento alla fase difensiva dove ha limitato Borini e le avanzate di Rodriguez, si è proposto spesso in avanti per creare superiorità man mano dove serviva. Anche fisicamente è stato all'altezza di un compito non facile. Bella soddisfazione per lui che nel girone di andata era finito fuori dai radar ma che ha dimostrato di poter essere ancora importante.

IACOPONI 6,5

Impeccabile quando incrocia Piatek e anche nel finale quando argina un contropiede di Cutrone. Anche di testa svetta bene in varie circostanze.

ALVES 7

Lo strepitoso gol su punizione corona una gara che lo ha visto sempre in trincea come regista difensivo. Lo schieramento a tre centrali poi sembra metterlo ancora più a suo agio.

GAGLIOLO 6,5

Certo, nella sua partita c'è spesso qualche sbavatura tecnica, ma c'è sempre anche tanta sostanza, tanta lotta, tanto agonismo che contagia i compagni. Ieri poi ha sfruttato al meglio il fatto di essere in tre al centro esibendosi in alcuni anticipi efficacissimi.

DIMARCO 6

Un po' timido nel primo tempo al cospetto di Suso, cresce nella ripresa e si affaccia anche in avanti. Nell'azione del gol però lo spagnolo ha goduto, su quella fascia, di troppa libertà.

SILIGARDI 6,5

Subentra, la squadra si mette col 4-3-3 e lui si mostra intraprendente, nonché sfortunato quando il palo gli nega il gol.

SCOZZARELLA 6,5

E' in palla, corre e tampona molto, ispira anche un paio di ripartenze nel primo tempo. In questa stagione ha dimostrato a se stesso e agli altri, gara dopo gara, di poter ben figurare in serie A dopo essere sceso fino in C con il Parma.

STULAC sv

BARILLÀ 6

Deve lavorare anche un po' come esterno sul suo out e nel finale cala fisicamente. Prima però dà una grossa mano con la consueta verve. Sul gol del Milan latita nell'uno contro uno con Suso.

GERVINHO 6

Anche quando, come ieri, non è al top (e lo si vede da come gli manca lo spunto finale, la voglia di andare in porta) la sua presenza è fondamentale per tenere in ansia gli avversari che così ci pensano su due volte a venire troppo avanti.

CERAVOLO 6

Nel primo tempo lotta tanto, fa anche un po' da pivot triangolando con Kucka e Gervinho, e per un battito di ciglia non si procura un rigore. Nella ripresa paga la sua generosità e perde in brillantezza, uscendo anzitempo.

SPROCATI 6,5

Entra e come spesso gli accade mette in campo un bel quid di qualità. Prende il fallo decisivo al limite per la punizione dell'1-1 ed entra in altre azioni pericolose.

All.D'AVERSA 7

Sfida nella sfida, è stata molto bella anche la sua personale partita a scacchi con l'amico Gattuso. I due tecnici hanno fatto mosse e contromosse, ben assecondati dalle rispettive squadre, e anche nei cambi hanno avuto mano felice. Il suo Parma ha raggiunto un bel grado di maturità. Le difficoltà della stagione, dall'asprezza della A ai tanti infortuni, hanno temprato sia lui che il gruppo: ieri i crociati avevano un assetto variabile in partenza, poi nel finale si sono messi con il 4-3-3 e le riserve finalmente hanno lasciato un segno. La fase difensiva, come con Torino e Sassuolo, è stata quasi inappuntabile, con Sepe nelle liste di disoccupazione. Il passo avanti successivo sarà avere l'intensità e la voglia di proporre gioco di ieri anche quando l'avversaria non è «glamour».

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