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COMUNE

Opere pubbliche, Parma fra le città che spendono di più

23 aprile 2019, 07:03

Opere pubbliche, Parma fra le città che spendono di più

L'Italia resta un Paese a due velocità: mentre il Nord fa da locomotiva, il Mezzogiorno arranca. Capita quando si prendono in considerazione i dati dell'industria e succede anche per quanto riguarda gli investimenti avviati dalle pubbliche amministrazioni, concentrati per la maggior parte nelle regioni settentrionali, sebbene esistano alcune eccezioni positive anche al Sud.

Nella fotografia scattata da Il Sole 24 Ore sulla capacità di investimento dei Comuni (grazie alle cifre fornite da Siope - Ragioneria generale dello Stato) Parma dimostra di essere una realtà dinamica, riuscendo a piazzarsi al 17esimo posto fra le 20 migliori città italiane come spesa, in virtù dei 20,3 euro investiti per abitante nei primi tre mesi del 2019. Se invece si prende in considerazione tutto il 2018 il piazzamento di Parma non cambia, mentre si modificano i valori pro capite, dato che gli euro investiti per abitante salgono a 88,8.

Tornando all'anno in corso, in testa alla classifica c'è una città emiliana, Modena, che dimostra una spesa per investimenti pro capite pari a 154,6 euro, seguita da Napoli (103,4 euro), Milano (69,8), Catania (63,6) e Bologna che con i suoi 61,7 euro è l'unico capoluogo dell'Emilia Romagna (oltre a Parma e a Modena) a comparire nella «top 20» degli investimenti. Roma si piazza nella parte bassa della classifica, al 12esimo posto, con 25,7 euro pro capite.

Se si passa dalle singole città ai Comuni aggregati per aree geografiche, si scopre che la ripresa della spesa nei primi tre mesi dell'anno è stata più decisa nel Nord Ovest, con Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta che hanno fatto registrare una crescita del 17,9%, mentre Emilia Romagna e Triveneto si sono attestate sul 13,8% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Le note dolenti arrivano quando l'osservazione dei dati si sposta sul Mezzogiorno, con le regioni del Sud ferme al 4,8%, in linea con il 5,4% di Sicilia e Sardegna, a dimostrazione che la realizzazione delle opere pubbliche, in questa parte d'Italia, fatica a decollare.

Come dimostrano i dati del Sole 24 Ore, a Parma e in tante altre città del Nord i Comuni hanno ripreso a stanziare investimenti per le spese in conto capitale (realizzando cioè opere pubbliche e interventi sul patrimonio dell'ente), grazie all'allentamento dei vincoli sui conti pubblici. Una grossa boccata d'ossigeno è arrivata dal superamento del patto di stabilità che, lasciando il posto al pareggio di bilancio ha permesso ai Comuni maggiori possibilità di spesa. Allo stesso tempo, anche la possibilità di impiegare gli avanzi di amministrazione (in estrema sintesi, ciò che resta in cassa fatta la differenza fra entrate ed uscite) ha consentito di avviare qualche cantiere in più rispetto al passato, quando l'austerity rendeva impossibile spendere risorse che i Comuni avevano comunque a disposizione.

In linea teorica, per un Comune l'avanzo di amministrazione dovrebbe tendere a zero, dimostrando grande capacità di programmazione da parte degli amministratori, anche se la sua esistenza può essere sinonimo di una gestione prudente dei conti. Ad esempio, il rendiconto 2018 del Comune di Parma, che verrà discusso in consiglio comunale il 29 aprile, dimostra che l'avanzo di amministrazione è pari a 77 milioni di euro e, di questi, ben 42,4 milioni sono stati destinati al fondo crediti di dubbia esigibilità. r.c.

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