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Mal di montagna, un «cervello» parmigiano cerca la cura

24 aprile 2019, 08:00

Mal di montagna, un «cervello» parmigiano cerca la cura

LUCA MOLINARI

Sono «targati» Parma i nuovi studi del Cnr di Milano sul mal di montagna acuto.

Giorgio Manferdelli - 25enne parmigiano, assegnista di ricerca e studente del master of research (dottorato) in Scozia - fa parte del team di dieci persone che sta studiando questa particolare patologia.

Dopo essersi laureato in Scienze motorie a Milano, Manferdelli ha ricevuto una borsa di ricerca e da dicembre è impegnato in questo importante studio al Cnr, in collaborazione con l'Università scozzese con cui ha ottenuto un dottorato di un anno.

«Mi piace l'idea di fare ricerca applicata all'ambito sportivo e provare ad approfondire alcune tematiche come il mal di montagna acuto - spiega - Per il futuro l'idea è quella di proseguire sulla strada della ricerca in questo campo».

Gli studi di Manferdelli e del team del Cnr sono incentrati sul mal di montagna acuto. Sebbene la patologia sia stata ampiamente investigata, non sono ancora ben chiari i meccanismi alla base della sua insorgenza.

«Questo studio - precisa il dottorando - ha lo scopo di capire la relazione tra le modificazioni dell'ossigenazione cerebrale durante esercizio e l'insorgenza del mal di montagna acuto».

La patologia solitamente insorge quando si superano i 2500 metri di quota. I sintomi pià frequenti sono: mal di testa, nausea, vertigini, capogiri, perdita di appetito e disturbi durante il sonno.

«Se questa condizione non viene trattata velocemente o se il soggetto che ne soffre non scende a quote più basse - spiega Manferdelli - può evolvere in edema polmonare e celebrare».

Il manifestarsi del problema, oltre che dalla quota, dipende anche dalla velocità di ascesa. «Stiamo cercando di valutare l'ossigenazione e deossigenazione celebrare come meccanismo coinvolto nell'insorgenza di questo fenomeno», aggiunge lo studioso.

Dopo aver eseguito alcuni test in laboratorio - ai quali sono prestati anche alcuni giovani parmigiani - i partecipanti al progetto saranno impegnati in una spedizione alla capanna Gnifetti (3647 m) sul Monte Rosa.

I costi dell'uscita, piuttosto esosi, verranno coperti da una raccolta fondi che è stata lanciata da poco.

Chi volesse contribuire o saperne di più può visitare questa pagina web: https://experiment.com/projects/can-people-be-screened-for-acute-mountain-sickness-susceptibility.

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