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Le associazioni: «I bandi per gestire i gattili sono andati deserti»

25 aprile 2019, 07:00

Le associazioni: «I bandi per gestire i gattili sono andati deserti»

MARA VAROLI

I bandi per gestire i gattili di Parma? Sono andati deserti. Dopo le polemiche sulla decisione del Comune di gestire separatamente i gattili municipali e di riaprire l'ex Oasi del quartiere Spip per i mici trovatelli della città, un'area considerata dalle associazioni animaliste troppo pericolosa e non adeguata, all'«appello» pubblico non si è presentato nessuno.

Sono le stesse associazioni protezioniste degli animali a comunicarlo, in una lettera inviata alla Gazzetta di Parma: «Come volevasi dimostrare la scelta sbagliata del Settore animali del Comune di Parma si è risolta con la mancata partecipazione alle manifestazione di interesse per la gestione dello scorporo del gattile municipale. La gara infatti è andata deserta - è scritto nella lettera firmata dalle associazioni protezioniste degli animali -. Come preannunciato dalle associazioni all'assessore Nicoletta Paci nell'incontro del 18 febbraio 2019 era impossibile gestire tre gattili separatamente e assolutamente inaccettabile portare i gatti nell'ex oasi felina dello Spip. Nonostante i pareri negativi espressi dai cittadini amanti degli animali a fianco delle associazioni, l'assessore Paci ha persistito, indifferente a tutte le indicazioni di buon senso universalmente espresse. Evidentemente il benessere degli animali non rientra nelle priorità di un assessorato cui è demandata la loro tutela. Che succede allo stato attuale?».

E' così: nonostante le associazioni animaliste avessero più volte espresso il loro più che convinto disappunto sulla scelta del Comune, i bandi sono usciti ugualmente e con una proroga finale di alcuni giorni che però non ha portato ad alcuna risposta. E ora la questione ricade sul canile: «Con ben due mesi di ritardo persi senza giustificativo, questo stesso settore deve indire una gara d'appalto per il Polo animali unico, comprensivo quindi di canile e gattile - prosegue la lettera -. Il timore delle associazioni è che anche in questa fase molto delicata l'assessore non tenga conto delle reali necessità degli animali ed esca con un bando che non permetta di fornire loro le cure e l'assistenza necessarie. Argomento basilare che suscita grande preoccupazione è anche quello delle adozioni, una pecca che negativamente caratterizza la struttura-canile comunale di Parma. Un canile in cui le adozioni sono molto basse merita un recupero di immagine e una particolare attenzione nella formulazione del nuovo bando. Importanti le figure professionali di operatori dedicati alle cure dei cani e gatti, persone necessariamente e adeguatamente formate, come prescritto anche dal regolamento comunale del benessere animali d'affezione del Comune di Parma, un regolamento troppo spesso disatteso dagli stessi amministratori».

Un canile, «Lilli e il Vagabondo», sul quale ora si concentra l'attenzione di chi si preoccupa dei cuccioli abbandonati e in cerca di un «tetto» sicuro sopra le orecchie. Anche perché pare che non sia semplice per un cittadino far visita a questi poveri cani senza famiglia: «Come più volte denunciato anche nelle lettere al direttore, il canile non è più un luogo frequentato dalla cittadinanza, ma un' entità deserta - sottolineano le associazioni -. Con rimpianto ricordiamo famiglie, anche con bambini, che portavano in passeggiata i cani al di fuori degli spazi del canile, favorendo in questo modo anche le adozioni. Diminuiti in modo esponenziale anche i volontari, importantissimi per dare affetto e far socializzare i cani. Eppure anni fa solo al canile erano oltre 30 i volontari esperti presenti. Occorre quindi riportare il Polo animali all'effettivo scopo per cui è stato costruito: luogo di transito di animali sfortunati cui offrire veloce adozione».

E concludono nella lettera le associazioni: «Garantisca il sindaco Pizzarotti, cui compete per il ruolo che riveste la responsabilità del benessere degli animali, una gara d'appalto moderna e rispondente alle effettive loro esigenze, dando un segnale di civiltà nell'evento tanto atteso di Parma città della Cultura 2020. Sarebbe veramente inqualificabile assistere all'esplosione di feste e iniziative culturali mentre viene negato agli animali un equo trattamento».

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