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DECRETO CRESCITA

Confedilizia Parma: «Sugli immobili continua l'accanimento»

26 aprile 2019, 07:00

Confedilizia Parma: «Sugli immobili continua l'accanimento»

PATRIZIA GINEPRI

«Nella sua nota illustrativa al decreto-legge crescita, il ministero dell'economia e delle finanze indica gli immobili fra le quattro direttrici d'azione del provvedimento. Tuttavia, di immobili il decreto si occupa per aspetti molto limitati, mentre vi sarebbe bisogno di interventi in grado di dare al Paese quella spinta di cui ha urgente bisogno». E' questo il commento a caldo di Confedilizia secondo cui la priorità «è ridurre la soffocante patrimoniale Imu-Tasi da 21 miliardi di euro l'anno, realizzabile anche mediante la sua deducibilità dalle imposte sui redditi (per tutti, anche per le persone fisiche ndr)». In vista dell'esame parlamentare l'associazione dei proprietari di case propone quindi di prorogare ai prossimi anni la cedolare secca per le locazioni di locali commerciali di categoria C1 e l'aliquota ridotta (10%) della cedolare per le locazioni abitative a canone concordato.

Non solo. Sono necessarie anche misure «di forte sgravio fiscale mirate all'acquisto di immobili, da parte di persone fisiche e imprese, da destinare alla locazione una volta riqualificati» e «stabilizzare e perfezionare gli incentivi per ristrutturazioni, risparmio energetico e miglioramento sismico, per renderli applicabili anche laddove ora sono impediti da ostacoli pratici». Appare infine «sempre più urgente l'attuazione dell'impegno del vicepremier Salvini all'eliminazione dell'Imu sui negozi sfitti».

«Le proposte del presidente della Confedilizia Giorgio Spaziani Testa sono di buon senso - tiene a sottolineare Mario Del Chicca, presidente di Confedilizia Parma - e servirebbero a rianimare il settore dell'immobiliare che ancora oggi è molto lontano dal livello pre crisi. Gli italiani hanno sempre investito nel mattone, garanzia non solo per loro ma soprattutto per i loro figli. Chi non ha sognato di lasciare ai figli in eredità una casa? Da sempre il bene rifugio per eccellenza. Ma ora non più. Il fisco si è accanito in modo incredibile sulla casa e gli italiani si sono sentiti traditi. Prendiamo ad esempio la patrimoniale introdotta da Mario Monti, che costa oggi agli italiani 21 miliardi all'anno e che non è deducibile dall'imposta sul reddito delle persone fisiche così che i contribuenti pagano, su questi 21 miliardi le tasse come se facessero parte del loro reddito e non invece incamerati dai comuni. E poi si paga anche per immobili che non danno nessun reddito perché sfitti. Ora, davvero, occorrerebbe una politica completamente diversa da quella fin qui seguita. Il governo del cambiamento non sembra abbia intenzione di imboccare decisamente questa nuova strada».

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