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SISSA TRECASALI

Via Padana a Torricella: troppa polvere

29 aprile 2019, 07:01

Via Padana a Torricella: troppa polvere

CRISTIAN CALESTANI

SISSA TRECASALI «Da anni siamo sommersi dalla polvere che si solleva, al passaggio dei camion, dal fondo di via Padana, strada che avrebbe dovuto essere asfaltata, ma il Comune non ci tutela e non risponde nemmeno alle nostre richieste». Nuova presa di posizione di Fabio Pezzani (a nome di un gruppo di cittadini), in merito allo stato di via Padana a Torricella, che permette di raggiungere le cave di sabbia della frazione.

«In una recente nuova convenzione tra il Comune e una delle ditte all’opera nell’attività di estrazione - spiega Pezzani - all’articolo 17 si dice che nell’area “è già presente la viabilità di accesso asfaltata, realizzata secondo quanto concordato con il Comune” e che “dovranno essere messi in opera sistemi di umidificazione della viabilità bianca e dovrà essere garantita la necessaria ripulitura della viabilità di accesso asfaltata”. In realtà, ad oggi, nulla di tutto questo è stato fatto e il risultato è che da anni decine di famiglie sono costrette a vivere con le finestre chiuse perché, specie nei periodi secchi, il rischio è di essere sommersi dalla polvere».

Pezzani attacca il Comune: «Questa situazione, che a nostro avviso pregiudica la salute pubblica, è stata segnalata più volta al sindaco di Sissa Trecasali Nicola Bernardi che non ci ha mai risposto. Forse considera noi di Torricella dei cittadini di serie B o C? La legge regionale in materia stabilisce che qualora le ditte non rispettino i contenuti delle convenzioni, come in questo caso l’obbligo di asfaltare la strada per ridurre il formarsi di polveri, il Comune provveda ad emanare un provvedimento di diffida, sospenda l’attività ed intimi l’esecuzione delle opere che non sono state fatte fino a giungere, eventualmente, a multe e revoca dell’autorizzazione. Ma in questi termini il Comune non ha mai agito. Anzi: c’erano 300mila euro di fideiussioni presentate dalle ditte a copertura di questi interventi che non sappiamo che fine abbiano fatto e, pochi mesi fa, sono stati spesi 50mila euro di soldi pubblici per sistemare un tratto di strada che rischiava di cedere. In quel caso il sindaco giustificò la spesa dicendo che si era agito per la “pubblica incolumità”, ma a questo punto noi ci chiediamo: la tutela della salute pubblica dei cittadini sommersi dalle polveri non viene prima?».

Pezzani prospetta poi altri possibili scenari. «Molti cittadini della zona stanno pensando di fare causa al Comune contro questa situazione. Qualora le cause dovessero essere vinte chi pagherà? Ci potrebbe essere un ulteriore danno per le casse comunali. Chiederemo che il sindaco indica un’assemblea pubblica».

 

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