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Celebrata in tre chiese cittadine la Pasqua ortodossa

Celebrata in tre chiese cittadine la Pasqua ortodossa

28 Aprile 2019,11:14

LUCA MOLINARI

Ieri è stata festeggiata la Pasqua ortodossa, in «ritardo» di una settimana rispetto a quella cattolica. A Parma la Pasqua ortodossa viene festeggiata in tre chiese. San Nectario, in borgo della Posta, dal 1995 è sede delle prime celebrazioni ortodosse in città e dipende dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. San Pietro d’Alcantara, in via Padre Onorio, è invece utilizzata dalla chiesa ortodossa etiope Tewahedo. Santa Maria del Quartiere infine, in piazzale Picelli, è affidata alla Chiesa ortodossa romena.

Nella notte tra sabato e ieri sono state celebrate le solenni veglie pasquali, durante le quali è stato acceso il cero pasquale e, in alcuni casi, sono stati benedetti i cibi tradizionali. Le celebrazioni pasquali ortodosse in realtà sono iniziate giovedì. Venerdì sera inoltre erano in programma diverse processioni.

Partecipata anche la veglia notturna in Santa Maria del Quartiere. La funzione è stata presieduta da padre Gavril Ciprian. «La risurrezione di Cristo è un’occasione benedetta per rimettere il Salvatore Gesù Cristo nel luogo in cui deve essere: nei nostri cuori e nella nostra vita, al centro della nostra famiglia e, attraverso di noi, nel cuore della società e del mondo - ha detto - Così facendo libereremo noi stessi dalla schiavitù e dalla tirannia dell’egoismo e vedremo i nostri cuori allargarsi fino a poter abbracciare tutta la gente».

Importante, ha aggiunto il sacerdote, rivolgere il nostro sguardo ai nostri cari e a chi si trova in difficoltà. «Il caro accanto a noi: un bambino, la moglie, il marito, la madre, il padre, il nonno, aspetta solo una buona parola o un sorriso da parte nostra per essere felice. Siamo circondati da persone straniere in difficoltà, che soffrono di fame o di sete, pressate dalla solitudine, dal dolore, dalla disperazione, perseguitate dall’incredulità o dai pensieri malvagi. Dobbiamo essere compassionevoli con tutti gli uomini che soffrono, con i malati, con i bambini sofferenti e i loro genitori che li accompagnano attraverso ospedali e cliniche, con la speranza di una guarigione. Ricordiamo anche tutti coloro che soffrono di una grave malattia e chi, con sacrificio e pazienza, si prende cura di loro».

L’invito ai fedeli è stato anche quello di rallegrarsi in questo giorno di festa. «Non caricatevi di preoccupazioni, attraversate ogni circostanza con preghiere e ringraziamenti, e le vostre richieste - ha concluso - saranno mostrate a Dio».

A Parma e provincia gli ortodossi sono in crescita. Le comunità più numerose sono quella moldava e romena, composte da oltre cinquemila persone. A questi vanno aggiunti fedeli da altri paesi dell’est, un totale di oltre 10mila.

© Riproduzione riservata

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