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Fiazza all'attacco: parte la guerra del culatello

Fiazza all'attacco: parte la guerra del culatello

07 Aprile 2019,12:21

CHIARA DE CARLI

FONTEVIVO Fontevivo «punta» sul culatello per attirare più turisti alla scoperta del territorio. Già nei mesi scorsi dall’ufficio del sindaco Tommaso Fiazza è partita la richiesta di adesione al Consorzio di tutela del Culatello di Zibello e, in attesa di far entrare anche il territorio fontevivese nell’area di produzione del salume apprezzato in tutto il mondo, nei giorni scorsi è stato presentato il progetto «CulatelLove» avviato con il Salumificio Benassi, unico salumificio storico artigianale della zona a produrre culatelli.

«Quando si iniziò a ragionare della creazione di un consorzio di tutela del culatello e del riconoscimento della denominazione di origine protetta, probabilmente non tutti gli amministratori di allora compresero quale impatto poteva avere, a livello di turismo e di commercio, un progetto di questo tipo e alcuni di loro misero nel cassetto la proposta di fare arrivare la zona di produzione dalla via Emilia fino al Po – ipotizza Fiazza -. Oggi la distribuzione dei Comuni che fanno parte del Consorzio è a macchia di leopardo, ma questo non vuol dire che debba rimanere per sempre così: se ci sono produttori validi, è giusto ripensarla. Fino agli anni ‘90, la parola del proprio salumiere di fiducia era sufficiente a garantire il prodotto stesso. Oggi invece il consumatore preferisce sempre più acquistare quegli stessi prodotti di salumeria cercandoli negli scaffali del supermercato, indirizzandosi spesso verso prodotti maggiormente pubblicizzati o verso prodotti che si fregiano del marchio Dop per una pertinenza geografica decisa a priori».

In attesa della valutazione da parte del Consorzio sulla possibilità di espandere il territorio della Dop, Fiazza ha voluto riconoscere al salumificio Benassi un particolare «patrocinio», concedendo l’utilizzo del simbolo del Comune di Fontevivo sul logo «CulatelLove» di cui si fregiano i culatelli prodotti dalla famiglia Benassi. «Ci sono voluti circa due anni per perfezionare i giusti equilibri e arrivare a questa alta qualità e così abbiamo deciso di valorizzarla con un brand», spiegano Michele Bonatti e Christian Tanzi, nipoti di Giovanni Benassi che con il fratello Armando nel 1960 fondò l’azienda che ancora oggi è a conduzione famigliare.

© Riproduzione riservata

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