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Fusione Salso-Pellegrino? L'opposizione non è convinta

Fusione Salso-Pellegrino? L'opposizione non è convinta

03 Aprile 2019,14:06

Salsomaggiore e Pellegrino: il matrimonio s’ha da fare? Al di là delle lungaggini burocratiche che comunque andrebbero a incidere sulle tempistiche di realizzazione della fusione, sicuramente a lungo termine, alcuni giorni fa Filippo Fritelli ed Emanuele Pedrazzi, i sindaci dei due Comuni, si sono detti possibilisti purché ne vengano valutati attentamente i pro e i contro.

Cosa ne pensano oggi i rappresentanti dell’opposizione? «Senza nulla togliere a Pellegrino, Salsomaggiore è ormai diventata come Pellegrino – sottolinea Giorgio Vernazza della lista civica Salso Futura –. Nella nostra città non esistono più tanti servizi, stiamo svendendo i “gioielli di famiglia” e il costo di un immobile è forse maggiore nel paese montano. Attualmente è di moda parlare di unione, vuoi per i finanziamenti previsti o forse per i vantaggi che potrebbero scaturire dai servizi comuni. Occorre però tenere presente che a Pellegrino, così come a Fidenza, altra località con la quale abbiamo servizi in comune, in primavera si andrà ad elezioni quindi queste chiacchiere sulle unioni potrebbero essere frutto di strategie elettorali. Cosa accadrebbe infatti se a Pellegrino, così come a Fidenza, vincesse una compagine non attualmente al governo dei due comuni? Sarebbe confermata la volontà di fusione?».

«Guardando alla vocazione di Salsomaggiore e di Pellegrino – prosegue Vernazza – vedo per la prima una maggiore affinità con Fidenza, e per la seconda una maggiore vocazione verso Bore o Bardi. Non sempre diventare grandi è positivo, meglio magari un comune piccolo con eccellenze da migliorare».

Per Anna Volpicelli, lista civica «Il cambiamento», occorre valutare la compatibilità dei territori. «D’accordo che sono a disposizione i finanziamenti, ma le unioni non devono nascere su una sola base contabile bensì su un progetto a lungo termine. Occorre che esista la coerenza tra le due realtà».

Tendenzialmente contrario alle unioni si professa Giuseppe D’Andrea del Movimento 5 stelle, «anche se si può fare un’eccezione se la fusione non supera i 5mila residenti nei due comuni – sottolinea –. Oltre rischia di diventare un caos come già successo per la convenzione con il personale tra Salsomaggiore e Fidenza. Sui servizi, invece, si può discutere come ad esempio è stato fatto per l’affidamento a terzi del recupero dei crediti».

M.L.

© Riproduzione riservata

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