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La visita cardiologica? Ripassi fra due anni

La visita cardiologica? Ripassi fra due anni

03 Aprile 2019,12:46

MONICA TIEZZI

La signora, ottantenne, ha cominciato ad avvertire ultimamente aritmie cardiache, extrasistole e sbalzi di pressione. Avendo già eseguito nel 2016 una visita cardiologia nella Casa della salute di via Pintor, in seguito alla quale aveva iniziato una terapia per insufficienza cardiaca, aritmia e ipertensione, si è rivolta pochi giorni fa (con la richiesta del medico di famiglia per un controllo cardiologico) al numero verde dell'Ausl (800-629444) per prenotare una visita.

L'ottantenne ha chiesto di essere vista dalla stessa specialista che l'aveva visitata la prima volta, «per una questione di continuità assistenziale». Il primo posto disponibile? Il 25 marzo 2021.

«Sono incredula. Credo fortemente nella sanità pubblica e continuerò a farlo, nonostante tutto. È però difficile accettare una simile situazione» commenta Cecilia Zanacca, presidente di Andos Parma (l'Associazione nazionale donne operate al seno), che dell'ottantenne è la nipote e l'ha assistita nei tentativi di ottenere un controllo in tempi rapidi.

Dopo la proposta del 2021, l'operatrice Ausl ha aggiunto che una visita con un cardiologo non di scelta della paziente avrebbe avuto tempi più rapidi. «A novembre 2019 nella Casa della salute Parma Centro, quindi fra otto mesi, e nel 2020 all'ospedale Maggiore», spiega Cecilia Zanacca.

Il risultato? «Abbiamo preso appuntamento, fra due settimane, con un cardiologo in un ambulatorio privato cittadino, al costo di 150 euro - spiega la presidente di Andos - Ce lo possiamo permettere, io ho anche un'assicurazione medica. Ma chi non può? È una dilatazione insostenibile dei tempi. E poi ci si stupisce dell'accesso inconsulto al pronto soccorso...».

L'Ausl spiega (nel comunicato che leggete in questa pagina) che il servizio sanitario regionale ha stabilito il tempo massimo di attesa di 30 giorni per le «prime» visite specialistiche, mentre per i controlli la prestazione va erogata entro sei mesi. E se si chiede di essere visti da un professionista a scelta, i tempi si allungano ancora di più.

Il «caso» dei due anni di attesa sarebbe nato, dicono sempre all'Ausl, da un combinato di fraintendimenti: un errore del medico di famiglia che ha chiesto una visita di controllo anziché una prima visita, il fatto che l'ottantenne non risulta essere una cardiopatica, e quindi non ha esenzioni o «corsie preferenziali» per patologia, e che aveva chiesto una visita in città, mentre ci sarebbero state disponibilità più rapide in altre strutture della provincia.

Spiegazioni non convincenti, secondo Cecilia Zanacca: «Quello dei tempi di attesa è un problema che mi riportano spessissimo molti parmigiani. Di recente ho aiutato un diabetico che deve eseguire annualmente una visita di controllo cardiologica. Abbiamo chiesto di un cardiologo che l'aveva già visitato in passato: all'Ausl ci hanno spiegato che le prenotazioni per quel professionista erano chiuse da cinque mesi. Alla fine abbiamo ottenuto una visita alla Valparma, a Langhirano, per fine giugno. Ma consideriamo che per molti parmigiani anziani, o magari con difficoltà motorie o gravemente ammalati, spostarsi fuori città per una visita è un grosso problema».

E le prime visite? Abbiamo fatto proprio ieri una verifica, al numero verde Ausl, chiedendo un consulto cardiologico e spiegando che l'impegnativa del medico di famiglia chiariva che si trattava di un primo accesso. Prima disponibilità a fine giugno 2019 all'ospedale Maggiore: tre mesi. Ben lontano dai 30 giorni previsti dalla normativa regionale.

© Riproduzione riservata

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