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Salso e Pellegrino? Il matrimonio si può fare

Salso e Pellegrino? Il matrimonio si può fare

29 Marzo 2019,11:27

Cosa hanno in comune Salsomaggiore e Pellegrino? Forse molte più cose di quelle che si sarebbe portati a pensare se è vero che, nei prossimi anni, potrebbe concretizzarsi l’unione dei due Comuni.

Attualmente, la città termale ha in essere una collaborazione amministrativa con Fidenza, relativamente ad alcune convenzioni, al distretto sanitario, al personale, alle Terre Verdiane, mentre Pellegrino guarda la Valceno facendo parte dell’Unione delle Valli del Taro e del Ceno.

Nonostante ciò, alcuni «rumors» parlano di un avvicinamento tra la città termale e quella adagiata tra le valli dell’Appennino, due realtà che, pur essendo distanti una ventina di chilometri, sono comunque confinanti vantando alcuni elementi comuni.

Al momento si tratta solo di un’ipotesi allo stato embrionale, un «pour parler» come direbbero oltralpe. Solo voci, insomma.

Sta di fatto che, interpellati dalla «Gazzetta», i due sindaci Filippo Fritelli, per Salsomaggiore, ed Emanuele Pedrazzi, in scadenza di mandato, per Pellegrino, si dicono possibilisti in merito a quest’ipotesi neanche più di tanto campata in aria.

«Sono favorevole a patto di valutare bene prima i benefici economici e a quanto ammonterebbero i finanziamenti in arrivo da Stato e Regione – afferma Fritelli –. Valuto positivamente in generale le unioni tra realtà amministrative, ancora di più se si tratta di quelle tra un Comune più grosso e uno più piccolo. Ad ogni modo si tratta di un’ipotesi con una tempistica ancora lunga almeno qualche anno».

E con Fidenza? «Con Fidenza invece prosegue la collaborazione amministrativa riguardante il distretto sanitario, alcune convenzioni, tra le quali quella per il personale, e l’Unione delle Terre Verdiane».

Considerazioni positive anche per il primo cittadino di Pellegrino il cui mandato elettorale sta scadendo. «All’inizio del mio mandato non ero favorevole alle aggregazioni tra gli enti locali ma ora ho cambiato idea. Che il futuro di Pellegrino passi attraverso un’unione tra Comuni è indubbio perché le piccole realtà come la nostra hanno notevoli difficoltà dal punto di vista finanziario – sottolinea Pedrazzi –. A causa dell’azzeramento dei trasferimenti dallo Stato, infatti, non sempre si riesce a garantire i servizi mentre è più difficile “rimpiazzare” i dipendenti e molto spesso si deve “andare in prestito”. La fusione - prosegue Pedrazzi - porterebbe nuove risorse da investire che cambierebbero le sorti del piccolo Comune. Ne gioverebbe l’intero territorio, si potrebbe pensare alle bellezze paesaggistiche con percorsi legati alla natura e al benessere anche alternativi alla via Francigena, come la Via degli Appennini. Occorre capire come utilizzare i finanziamenti impiegando persone preparate. Auspico che il mio successore prenda seriamente in considerazione l’ipotesi dell’unione con Salsomaggiore per il rilancio di Pellegrino».

M.L.

© Riproduzione riservata

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