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Vernizzi, il gentiluomo che sapeva far amare i libri agli studenti

Vernizzi, il gentiluomo che sapeva far amare i libri agli studenti

29 Aprile 2019,11:31

LORENZO SARTORIO

Una vita intera tra i libri. E non certo quelli che si acquistano per rilassarsi sfogliando buone pagine, ma libri per studenti che si tramutano in sudate pagine da imparare bene per superare i vari esami. Italo Vernizzi, per 50 anni dietro il banco della Libreria dello studente di via D’Azeglio, che chiuse i battenti tre anni fa, è morto nei giorni scorsi a 83 anni.

Parmigiano del sasso, oltretorrentino di borgo Parente e residente storico di via Imbriani, persona dai modi garbati e gentili, appassionatissimo delle nostre tradizioni, iniziò giovanissimo «a dare del tu» ai libri come commesso della libreria Allegri. Dopo di che la felice intuizione di aprire, con il socio Emanuele Pelagatti, una libreria in via D’Azeglio dove sorgeva una vecchia drogheria. Il 20 luglio 1965, gli antichi scaffali della storica drogheria, che profumavano ancora di spezie e coloniali, fecero dunque spazio a nuovi scaffali gremiti di libri che, per oltre cinquant’anni, rappresentarono il pane didattico di tanti giovani.

Due belle persone, Italo ed Emanuele, due commercianti che hanno sempre mantenuto il garbo, la cortesia e la simpatia dei commercianti vecchia maniera. «Abbiamo mandato a scuola tanti ragazzi», amava affermare ironicamente Italo. Infatti, dal negozio sono passate generazioni di studenti parmigiani con genitori al seguito per l’acquisto di libri di testo per le scuole elementari, medie e superiori. La libreria di strada D’Azeglio, infatti, ha attraversato e accompagnato l’evolversi della scuola in questi anni. Italo nei suoi amarcord amava rammentare quei quaderni retrò con le copertine lucide color nero-carbone e i fogli in carta giallina bordati di rosso. Quaderni che prevedevano, nell’ultima di copertina, le tabelline oppure una cartina geografica dell’Italia. E poi: gli atlanti, le antologie, i vocabolari, i sussidiari, i «bignamini», gli abecedari per i bambini delle elementari quando, computer e cellulari erano solo in qualche racconto di fantascienza.

Non coltivava hobby particolari, Italo. L’unica passione vera era il calcio, il tifo per il Parma e, da vecchio cuore granata, per il suo amato Toro. Come pure amava trascorrere le vacanze estive nel suo buen retiro di Reno di Tizzano. Nella sua galleria di carta e di sapere che arrivava fino in borgo Bosazza, Italo aveva modo di sentire il polso della sua via D’Azeglio che ricordava «come una strada vivibile, pulita, dove ci si conosceva tutti e c’era rispetto per tutti». «Ora - ebbe dire al cronista quando lo intervistò in occasione della chiusura del negozio- ciò che accade ogni giorno, lo abbiamo sotto gli occhi».

Era legatissimo alla moglie Marta, alla figlia Sara, al genero Attila, agli adorati nipoti Carlotta e Lorenzo e al fratello Sergio. I funerali si svolgeranno stamattina, alle 8,30, partendo dalle sale del Commiato Ade di viale Villetta per la chiesa di Santa Croce, quindi per il Tempio di Valera.

© Riproduzione riservata

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