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Solomon assolto: «E' incapace». Ma dovrà restare per almeno 10 anni in una Rems

Solomon assolto: «E' incapace». Ma dovrà restare per almeno 10 anni in una Rems

20 Dicembre 2018,10:16

GEORGIA AZZALI

Non fa paura lo sguardo di Solomon. E' triste, a tratti pare quasi implorante. Il ragazzino che correva con la maglia del Parma e sognava in grande è scomparso. Travolto da quel suo inferno di deliri e ossessioni che ha trasformato la madre e la sorellina in due nemici di cui liberarsi. Era totalmente incapace di intendere e volere, Solomon Nyantakyi, 22 anni, quando l'11 luglio 2017 massacrò Patience e Maddy. E ieri è stato assolto. Il gup Alessandro Conti è rimasto una manciata di minuti in camera di consiglio, ma la sentenza era già stata «scritta» alla fine di ottobre, quando i periti hanno depositato la perizia psichiatrica. Niente carcere, quindi, ma essendo stato ritenuto socialmente pericoloso, Solomon, origini ghanesi, dovrà rimanere per almeno 10 anni in una Rems (Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza). Una pericolosità che comunque andrà rivalutata prima di tornare in libertà.

E' la strada dettata dalla legge. Un cammino travagliato e complesso, anche senza le sbarre di una cella. Da più di un anno Solomon è rinchiuso nella Rems di Mezzani. Quello è il suo orizzonte. La struttura in cui ha cominciato a rimettere insieme i pezzi della sua vita. «Era la sentenza che attendevamo - sottolinea Vincenzo Agostino Cecere, difensore di Solomon -. Anche lui negli ultimi tempi mi è parso più tranquillo, perché aveva la consapevolezza di ciò che sarebbe accaduto. Sta affrontando un percorso difficile, ma può contare sul fratello e sul padre: gli sono stati sempre accanto, fin dal momento della tragedia».

Raymond e Fred, che hanno saputo capire prima di giudicare. Hanno tentato di comprendere il dolore che ha divorato Solomon trasformandolo in un assassino spietato. Un disturbo schizofrenico paranoide, che l'ha reso completamente incapace di intendere e volere quando ha accoltellato la madre e la sorella: è la conclusione a cui sono arrivati i periti milanesi Paolo Abbate e Mario Massimo Mantero nominati dal gup. Risultati in linea con quelli di Renato Ariatti, il consulente del pm Paola Dal Monte, che aveva incontrato Solomon nei mesi precedenti.

Gli psichiatri a cui ha rivelato tutte le tracce della sua follia: le allucinazioni e quelle voci che gli dicevano di uccidere Patience e Maddy per liberarle dal demonio. E poi quel suo desiderio, diventato col tempo un imperativo, di isolarsi sempre di più: ore e ore chiuso nella sua stanza. Fino a partorire progetti mostruosi. Forse sarebbe diventato un campione, ma l'illusione è stata brevissima. Anche quella passione è stata annientata dalla malattia. Fallito il club gialloblù, erano poi evaporate anche le ultime speranze. Ed erano cresciuti i fantasmi. Fino al massacro di quel giorno d'estate nella casa del palazzone di via San Leonardo.

Quel pomeriggio che è solo una lunga sequenza di fotogrammi dell'orrore. Solomon che colpisce la madre Patience per 26 volte con un coltello da cucina e si avventa sulla sorella Magdalin, 11 anni: altri 18 fendenti, mentre lei cerca di scappare. E poi quell'accanimento sui corpi: nuove coltellate all'addome, quando ormai tutte e due sono morte, e un colpo di mannaia per tentare di spezzare la gamba della piccola Maddy.

L'obiettivo era Patience: gli inquirenti ne sono convinti. Perché i rimproveri che qualunque madre avrebbe fatto a un figlio forse un po' indolente, dopo il sogno infranto del calcio, ormai erano diventati insopportabili per Solomon. Per il suo equilibrio che correva sul filo della follia. E Maddy? Forse ha avuto semplicemente la sfortuna di essere in casa nel momento sbagliato. Il fratello la aggredisce con lo stesso coltello con cui ha ucciso la madre, nonostante la bambina cerchi aiuto e tenti di scappare da quella casa che diventa una trappola mortale.

«Abbiamo litigato, e poi ho cominciato a colpire», aveva detto subito dopo essere stato bloccato in stazione centrale a Milano, la mattina successiva alla strage. Troppo poco per dare corpo a un movente. Ma non ci sono ragioni per quell'orrore. Solo i tormenti della follia.

© Riproduzione riservata

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